In queste settimane una delle notizie di gossip, di cui più si discute, è la separazione di Francesco Totti e Ilary Blasi.
Dopo svariati anni insieme e un matrimonio da cui sono nati tre figli, la coppia, molto amata dal pubblico, ha deciso di separarsi.
Ovviamente non ci interessano le motivazioni, né tanto meno la loro vita privata, la notizia ci dà semplicemente uno spunto per ragionare sulla separazione.
È una coppia molto nota e la loro relazione dura da circa una ventina di anni, un tempo importante, durante il quale la coppia ha condiviso sogni, progetti, legami familiari e amicali, questioni economiche.

La coppia in questo momento sta certamente affrontando due aspetti importanti: l’elaborazione della separazione e la necessità di affrontare le questioni sull’affidamento dei figli e quelle patrimoniali.
Per quanto riguarda l’elaborazione della separazione è innegabile che la fine di un matrimonio sia un’esperienza dolorosa per chiunque, come lo sarà per Francesco Totti e Ilary Blasi, a prescindere che la decisione sia avvenuta di comune accordo o che uno l’abbia presa e l’altro l’abbia subita.
Le 6 fasi del divorzio
Nel 1967 Holmes e Rahe hanno compiuto uno studio sugli eventi psicosociali che più impattano sulla vita delle persone (i così detti life of events), nella loro ricerca il divorzio è risultato essere l’evento più difficile da superare, preceduto solamente dalla morte del coniuge.
Esistono diverse teorizzazioni delle varie fasi del divorzio ma il modello di Bohannan, formulato negli anni ’70, è quello ancora più utilizzato.
Il modello di Bohannan, scompone il divorzio in sei fasi, ognuna delle quali ha delle caratteristiche precise:
- divorzio emotivo, di solito è la fase anteriore alla decisione di separarsi della coppia, in cui si realizza la fine del rapporto, spesso non coincide in entrambi i coniugi ed accade che un partner subisca la scelta dell’altro
- divorzio legale, che indica il momento in cui viene ufficializzata la decisione e si ricorre al sistema giudiziario per definire le questioni patrimoniali e sull’affidamento dei figli
- divorzio economico, riguarda tutte le questioni economiche generalmente intese
- divorzio genitoriale, che concerne tutte le questioni relative all’affidamento dei figli e la nuova gestione della responsabilità genitoriale, alla luce della nuova realtà familiare
- divorzio dalla comunità, nel quale mutano le relazioni sociali, perché la fine di un matrimonio comporta il cambiamento nei rapporti con gli amici in comune e le famiglie
- divorzio psichico, che interviene quando i partners, ormai separati, teoricamente, dovrebbero ritrovare la propria individualità e progettualità per il futuro, senza più contare sulla presenza dell’ex coniuge nella propria vita
Queste fasi comportano una serie di problematiche dal punto di vista emotivo e relazionale e ogni individuo la vive differentemente.
Il risentimento, la rabbia, le accuse, le recriminazioni, la disillusione, il dolore, il senso di solitudine, la sensazione di fallimento, sono tutti sentimenti che accompagnano queste fasi e hanno bisogno di essere canalizzate.
Ognuno poi ha il proprio modo di interpretare e vivere la realtà, pertanto queste fasi non sempre vengono vissute allo stesso modo e non sempre nello stesso ordine.
In ogni caso durante una separazione/divorzio è normale soffrire, sentire il senso di delusione, sentirsi soli e incompresi, provare rabbia, quello che può fare veramente la differenza è avere il coraggio di chiedere aiuto.
Qualunque sia l’aiuto di cui si abbia bisogno, è importante rivolgersi a professionisti seri ed esperti che possano aiutare a superare un momento così doloroso, perché in gioco c’è la propria vita e quella dei propri figli, che più che mai hanno bisogno di supporto in questo momento.
Immaginate poi quanto possa essere difficile vivere una separazione sotto la luce mediatica dei riflettori, come per Totti e Blasi: non deve assolutamente semplice, poiché è tutto ancora più amplificato dall’attenzione che si è creata sulla loro vicenda.
Dalle notizie che circolano sembra che la coppia abbia deciso di perseguire la strada della negoziazione assistita.
Ma cos’è la negoziazione assistita?
È uno dei modi che possono intraprendere le coppie per separarsi.
Ma quali sono i modi per separarsi?
Diversi procedimenti per separarsi
Il procedimento di separazione legale può essere giudiziale o consensuale.
In questa sede faremo solo un breve accenno alle modalità diverse di separarsi, tralasciando i dettagli tecnici e tutte le specifiche del caso, che potete approfondire in altre sedi e con i professionisti specializzati, quali avvocati e consulenti legali.
La separazione legale non fa cessare gli effetti civili ma li sospende, in attesa di una riconciliazione o del divorzio e produce una serie di effetti giuridici.
Con l’intervento della separazione non viene meno lo status di coniuge ma vengono meno alcuni obblighi, come la convivenza e la fedeltà, e viene meno il regime di comunione dei beni (se presente), mentre rimangono gli obblighi di educazione della prole, di partecipazione alla gestione della famiglia e del mantenimento del coniuge, se necessario.
La separazione giudiziale
La separazione giudiziale è di tipo contenzioso poiché manca un accordo tra i coniugi e ognuno di loro avrà un avvocato che tutelerà le sue ragioni dinanzi al giudice.
La separazione giudiziale può durare molti anni e purtroppo comporta importanti strascichi emotivi per tutta la famiglia, che viene coinvolta in una guerra lunga ed estenuante.
Tutto ciò poi che non riguarda la separazione, come per es. la restituzione di somme e il risarcimento del danno, è di competenza del rito ordinario e pertanto i coniugi, potenzialmente, potrebbero aprire anche altri procedimenti a tutela delle proprie ragioni, in una battaglia infinita.
La separazione consensuale: tramite ricorso avanti al Presidente del Tribunale, negoziazione assistita, procedimento presso l’ufficio di stato civile del Comune
La separazione con ricorso innanzi al Presidente del Tribunale
Nel ricorso avanti al Presidente del Tribunale, i coniugi sono concordi sulle questioni che riguardano la separazione, possono essere assistiti dallo stesso avvocato come da avvocati diversi e il Tribunale deciderà tra le condizioni che i coniugi propongono attraverso il ricorso, che possono riguardare l’assegnazione della casa famigliare in caso siano presenti figli minori, l’assegno perequativo, l’affidamento dei figli, rapporti con i figli, diritto di visita e contributo al mantenimento, divisione dei beni in comunione.
La negoziazione assistita
La negoziazione assistita prevede che i coniugi debbano essere assistiti da un avvocato ciascuno, è un accordo tra le parti che poi, sottoscritto da entrambe, verrà trasmesso al Tribunale e visionato dal pubblico ministero e poi trasmesso all’ufficiale di stato civile.
La separazione tramite negoziazione assistita può avvenire anche in presenza di figli minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti ma dovrà essere apposto il nulla osta del Pubblico Ministero.
Le materie trattate sono le stesse che riguardano la separazione consensuale.
La separazione avanti l’Ufficiale dello stato civile del Comune
La separazione avviene avanti all’Ufficiale dello stato civile del Comune di residenza di uno dei due coniugi o del Comune presso cui è iscritto o trascritto l’atto di matrimonio.
Questo tipo di procedura presuppone sempre l’accordo dei coniugi sulle condizioni della separazione e l’assistenza legale è facoltativa.
È possibile utilizzare questa procedura solo in assenza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ai sensi dell’art. 3, comma 3, legge 104/92 ovvero economicamente non autosufficienti e l’accordo non può contenere patti di trasferimento patrimoniali.
La separazione di fatto
Esiste poi la separazione di fatto, i coniugi cessano la convivenza tra loro ma non legalizzano la situazione e pertanto la separazione sarà priva di effetti giuridici.
Cosa accade spesso dopo la separazione dei coniugi, che sia di tipo contenzioso, consensuale o di fatto?
Nelle separazioni di tipo contenzioso può accadere che i coniugi riescano a trovare un accordo, trasformando la procedura in consensuale ma nella maggior parte dei casi accade che i coniugi vivano una elevata conflittualità, che diventa causa ed effetto allo stesso tempo del legame disperante che li lega.
La coppia vive una conflittualità elevata che rende impossibile qualsiasi tipo di accordo condiviso tra i coniugi e il perdurare di questa situazione comporta danni enormi per i figli e per la coppia stessa.
Il conflitto eventualmente può essere contenuto, se vi sono i presupposti, attraverso l’ausilio della coordinazione genitoriale, strumento che nasce negli anni ’90, negli Stati Uniti, al fine di aiutare i genitori ad implementare il piano genitoriale, ma non vi è spazio per un’eventuale mediazione familiare in questa fase a causa dell’alta conflittualità.
Attenzione pero! Anche nelle separazioni di tipo consensuale spesso accade che i coniugi, nell’attuazione dei provvedimenti nella vita quotidiana, riscontrino difficoltà e finiscano per entrare in conflitto.
Ma come mai accade?
Quando una coppia si separa, spesso, non è consapevole fino in fondo di cosa comporti il rispetto dei provvedimenti e soprattutto non è consapevole che avere una responsabilità genitoriale condivisa imponga un buon livello di comunicazione fra i genitori e di rispetto reciproco, a prescindere da quanto sia accaduto.
E quindi il più piccolo pretesto, che sia un ritardo di cinque minuti nel riportare i bambini o un cambio di programma dato da un imprevisto, può portare al conflitto.
Nella mediazione familiare si lavora per arrivare ad un accordo di separazione e lo si fa, ripristinando la comunicazione efficace, valorizzando le risorse presenti nella famiglia, rispettando i diversi bisogni di tutti e stimolando la riappropriazione del concetto di responsabilità genitoriale, alla luce della nuova situazione.
I figli non hanno responsabilità di quanto accaduto fra i genitori, la genitorialità della coppia va sostenuta e va stimolata, perché in una separazione i figli sono i soggetti più fragili e se non supportati e guidati, pagheranno uno scotto altissimo nella loro vita.
Il danno da conflitto nei minori comporta problematiche complesse, che possono essere evitate se i genitori decideranno di condurre la loro separazione nel rispetto dei figli, di se stessi e dell’altro.
Preservare i legami familiari è fondamentale affinché i figli si sentano tutelati e protetti e amati a prescindere da quando possa essere accaduto ai genitori, in quanto coppia.
Mi auguro che Totti e Blasi siano in grado di preservare nel miglior modo possibile i loro figli, che decidano di affrontare consapevolmente la loro separazione e che gli accordi che prenderanno siano realmente condivisi e frutto di una maturazione di ciò che è meglio per i loro figli.





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