Premessa
Ti stai separando…ti sei mai chiesto, cosa proveresti se fossi al posto dei tuoi figli?
Qualche giorno fa una delle coppie che seguo ha concluso il percorso di mediazione familiare e ogni volta che si conclude una mediazione, mi accade di ripensare a tutto il percorso e di trarre spunto per alcune riflessioni.
Ovviamente non vi parlerò di questo caso, poiché come mediatore familiare ho il dovere deontologico di mantenere riservatezza e segretezza nei confronti dei miei clienti.
Però ho pensato di trarre ispirazione da alcune coppie che ho incontrato, per raccontarvi una storia verosimile, che mi permetterà di fare alcune riflessioni insieme, senza venire meno ai miei doveri deontologici.
La coppia: Mario e Maria
Mario e Maria sono sposati da qualche anno e dalla loro unione sono nati Mariana e Mariano (i nomi ovviamente sono di fantasia).
Il loro rapporto negli ultimi anni si è deteriorato e dopo diversi tentativi di recuperarlo decidono di separarsi.
Una coppia di amici consiglia loro di intraprendere un percorso di mediazione familiare e sebbene nessuno dei due abbia idea di cosa sia precisamente, decidono di partecipare a un primo colloquio informativo.
Mario e Maria arrivano nella stanza di mediazione come tante coppie, inconsapevoli di quanto dolore il conflitto stia portando nella loro vita e soprattutto in quella di Mariano e Mariana.
Mario e Maria sono così presi dalla loro separazione da non rendersi conto della sofferenza che, con le loro azioni e il loro comportamenti, infliggono ai figli.
Sanno che i loro figli stanno soffrendo ma non ne sono ancora profondamente consapevoli.
Il dolore e il conflitto
Quando una coppia si separa spesso è così tanto coinvolta dalle proprie dinamiche personali che, tutto ciò che li circonda, passa in secondo piano, figli compresi.
È normale che Mario e Maria stiano vivendo un momento molto difficile e facciano fatica a relazionarsi.
Il dolore per un evento così complesso come la separazione non può essere evitato.
Ciò che però va assolutamente evitato è che questo dolore straripi dagli argini e travolga tutto ciò che incontra, figli compresi.
Cosa deve accadere affinché una coppia come quella di Maria e Mario, si renda conto di ciò che sta accadendo e decida di fare qualcosa?
Dipende moltissimo dalle persone e dalle loro dinamiche ma, molto spesso, ciò che fa scattare la molla è il desiderio di proteggere i propri figli, sebbene in realtà sia più un desiderio che una consapevolezza profonda.
La consapevolezza subentra, di solito, pari passo con il lavoro nella stanza di mediazione.
Nella stanza di mediazione i figli non entrano mai, il percorso lo compiono esclusivamente i genitori, sono loro che hanno il diritto-dovere di tutelare e proteggere i loro figli.
Sebbene i figli non siano presenti durante il percorso per me, è come se quei figli fossero lì con noi, ogni giorno, ogni momento, ogni passo del percorso.
È normale che la separazione dei genitori faccia soffrire i figli, ciò che non va bene è quando i genitori, nel perseguimento egoistico dei propri obiettivi, coinvolgano i figli in dinamiche conflittuali e strumentali.
In un articolo, qualche tempo fa, ho parlato dei diversi stili genitoriali e delle conseguenze possibili sui figli.
Orbene il nostro stile genitoriale, il nostro esempio come persone, il contesto in cui vivono i nostri bambini, le loro esperienze, ecc. faranno la differenza sul loro sviluppo.
I bambini sono delle spugne che assorbono tutto, sentono tutto, comprendono più di quanto immaginiamo.
Secondo te, allora, quanto può influire una separazione gestita male dai genitori?
Tanto, tantissimo e purtroppo non tutti i genitori sono disposti ad agire per fare la differenza.
Lo dico a malincuore ma sento il dovere di dirlo: cambiare costa fatica, proteggere costa fatica, fare la differenza per se stessi e per gli altri costa fatica e non tutti i genitori sono disposti a fare questo tipo di percorso.
E così non tutte le coppie sono in grado di fare quel passaggio importante, che permetterebbe loro di affrontare una separazione, senza trascinare i propri figli nel caos di un presente e un futuro conflittuale.
I figli: Mariano e Mariana
Ma se tu fossi al posto dei tuoi figli, come ti sentiresti?
Come si sono sentiti secondo te Mariana e Mariano nel vedere i loro genitori stare male, discutere, essere nervosi e infelici?
Quando Maria e Mario sono arrivati nel mio studio, erano piegati dal dolore nonostante la loro unione fosse partita con i migliori auspici; il loro matrimonio era naufragato.
L’incapacità di crescere insieme nel confronto e nella comprensione reciproca, li aveva portati inesorabilmente ad allontanarsi e a nulla è valso il tentativo di una terapia di coppia, ormai il loro amore si era esaurito, come la volontà di riprovare a ricostruire.
In tutto questo i loro figli vivevano in attesa, sperando che mamma e papà andassero d’accordo, che la smettessero di litigare e che la loro famiglia si ricomponesse in qualche modo.
Ma se fossi al posto di Mariano e Mariana cosa preferiresti? Vivere in un’attesa perenne o sapere la verità?
I figli comprendono e sentono tutto – sebbene spesso ci illudiamo non sia così – imitano i nostri comportamenti e spesso si sentono anche responsabili di quello che accade.
La loro idea di amore e di famiglia dipenderà dal nostro esempio.
Allora ti chiedo:
Qual è il tipo di esempio che vorresti dare ai tuoi figli?
Quali sono gli insegnamenti e i valori che vorresti trasmettergli?
Sappi che la differenza non la faranno le parole che dirai ai tuoi figli ma le azioni che compirai.
Quando Maria e Mario decidono di intraprendere il percorso di mediazione familiare, non sanno bene a cosa andranno incontro, vogliono solo risolvere in fretta la situazione dolorosa che stanno vivendo.
Il percorso nella stanza di mediazione li ha portati a raggiungere un accordo corrispondente alle esigenze della famiglia ma lo ha fatto lavorando sul ripristino della comunicazione, sulla valorizzazione delle risorse presenti nella famiglia, sull’importanza dei legami familiari e di come questi legami siano un patrimonio da preservare e custodire.
La separazione richiede tempo per essere elaborata, è un lutto vero e proprio ma nel mentre i genitori hanno il dovere di tutelare il più possibile i figli.
Se fossi al posto dei tuoi figli, secondo te, cosa desidereresti di più?
La verità, la rassicurazione dell’affetto dei genitori e del fatto che, nonostante i cambiamenti che interverranno, sarete sempre una famiglia o una vita nel conflitto e nelle recriminazioni?
Maria e Mario sono stati in grado di affrontare la separazione e di lavorare affinché la famiglia cambiasse forma ma non sostanza: mamma e papà non sono più una coppia e vivono in due case separate ma questo non incide sul fatto che vogliano bene ai loro figli e che collaborino per il loro bene, supportati anche da tutte quelle persone, familiari e non, che costituiscono gli affetti familiari.
Il percorso di mediazione familiare è impegnativo ma ne vale la pena, per tutte quelle coppie che vogliono raggiungere un accordo di separazione realmente condiviso e che li aiuti nell’importante obiettivo di riorganizzare e preservare i legami familiari.
I genitori hanno diritto a essere felici e di fare le loro scelte ma i figli vanno tutelati sempre.
Se tu fossi al posto dei tuoi figli e i tuoi genitori si stessero separando, cosa sentiresti?
Dipende ovviamente dalle situazioni e dalle dinamiche presenti nella famiglia, ma sicuramente sareste spaventati, insicuri, preoccupati e in alcuni casi anche colpevoli.
Eh sì, ci sono bambini che disperatamente vorrebbero che mamma e papà rimanessero insieme, ci sono bambini che invece sono talmente coinvolti nel conflitto che vivono la separazione come una liberazione e ci sono bambini che invece si sentono in colpa, ritenendosi i colpevoli di tutto quanto stia accadendo.
Se tu fossi al posto dei tuoi figli e i tuoi genitori si stessero separando, cosa vorresti?
Anche qua dipende dalle situazioni e dalle dinamiche presenti nella famiglia, ci sono bambini che vedono nella separazione una liberazione, altri vorrebbero i loro genitori ancora insieme…
Sopra ogni cosa però sicuramente vorrebbero essere certi che mamma e papà gli vorranno sempre bene e faranno sempre il loro meglio per loro.
Ho ascoltato negli anni molte persone raccontare della propria infanzia e del loro rapporto con i genitori.
Tutti sono stati segnati, nel bene o nel male, dalla loro storia familiare e tutti hanno dovuto fare i conti, in un modo o in un altro, con questo lascito.
Anche i tuoi figli faranno i conti con il lascito dei loro genitori e saranno influenzati da questo, come è accaduto a te, a me, a tutti…
I genitori sono persone e in quanto tali non sono perfetti, tutti noi commettiamo errori e sarebbe impensabile ritenere il contrario.
Ma se iniziassimo a ascoltare i nostri figli, a dialogare con loro, a rassicurarli, a impegnarci nel proteggerli e tutelarli, a fare squadra con l’altro genitore, a non travolgerli nel conflitto, a non strumentalizzarli, a farli sentire sempre parte di una famiglia sebbene con una forma diversa, secondo te, cosa potrebbe accadere?




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