Conosci i tuoi sogni?
Ti sei mai fermato a riflettere se, nella tua vita, hai realizzato ciò che volevi?
Quello che stai vivendo corrisponde a ciò che vuoi per te?
E nel futuro come ti vedi?
Cosa deve accadere nei prossimi anni, affinché tu ti senta soddisfatto, realizzato?
Quali sono le emozioni e le sensazioni che ti accompagnano nella tua vita quotidiana?
Nella vita spesso ci accade di non avere chiaro quello che vogliamo veramente e quando prendiamo posizione, lo facciamo spinti da emozioni e sensazioni non riconosciute.
Cosa vuol dire?
Che spesso non riconoscendo noi stessi, i nostri sogni, i nostri obiettivi reali, tendiamo a confondere i livelli e a prendere posizioni che in realtà nascondono altro.
Accade nella vita di tutti i giorni: tendiamo a prendere posizioni nette ma le posizioni che prendiamo sono frutto di emozioni che ci governano e che spesso non riconosciamo.
E non le riconosciamo perché non siamo abituati a fare i conti con noi stessi.
L’educazione sentimentale e il benessere psico fisico nella nostra società sono sottovalutate.
Veniamo educati spesso sottovalutando i nostri talenti, le nostre inclinazioni, le nostre emozioni e il risultato è che spesso siamo inconsapevoli di noi stessi e di ciò che realmente ci renderebbe felici.
Questo comporta l’incapacità, nella nostra vita, di assumere decisioni realmente consapevoli e rispettosi della nostra individualità.
Oggi voglio fare una riflessione proprio partendo da qui: dalla consapevolezza che una maggiore conoscenza di noi stessi può aiutarci ad avere una vita migliore e diversa in generale e che la conoscenza dei nostri reali bisogni è fondamentale per raggiungere un accordo di separazione condiviso.
Il desiderio di essere amato
Qual è il desiderio che ci accomuna tutti? Cosa vogliamo fin da piccoli?
Vogliamo essere amati e riconosciuti nella nostra unicità!
Lo vogliamo tutti, fin da piccoli e questo desiderio e la sua realizzazione condizionano, in un modo o in un altro, il nostro modo di agire.
Siamo un po’ tutti quei bambini che vogliono sentirsi speciali, unici e compresi dalle persone che ci circondano.
E per farlo ognuno trova le sue strategie, più o meno efficaci, più o meno dannose per se stessi e gli altri.
E torniamo sempre alla famiglia!
Stabilire una relazione affettiva sana con i propri genitori è il primo passo fondamentale per la realizzazione di sé.
Ma quanti di noi effettivamente possono dire di essersi sentiti amati, nella propria unicità, dalla propria famiglia?
Non sempre la famiglia in cui nasciamo, purtroppo, ha gli strumenti per supportarci in una crescita consapevole e la società in cui viviamo ci carica di aspettative che ci schiacciano più che aiutare a valorizzarci per ciò che siamo e vogliamo realmente.
Prova a chiederti:
- Quanto le scelte che hai compiuto sono state frutto di ciò che sei e quanto influenzate da ciò che ti circonda?
- Quanto, delle cose che faccio, dipendono dalla mia volontà e quanto, dalle aspettative altrui?
- Quanto sacrifichi del tuo essere, per rincorrere quel desiderio universale di sentirti amato?
L’importanza di riconoscere se stessi e i propri sogni
Accade a molti di non essere stati riconosciuti da piccoli e questa mancanza, unita ad altri fattori può averci portato a cercare la continua approvazione altrui.
La continua ricerca di approvazione e di amore dall’esterno, porta a perdere se stessi e a fare scelte che non ci corrispondono.
Scegliere di seguire le aspettative altrui e di conformarsi al pensiero generale, comporta inevitabilmente nel tempo, di sentirsi insoddisfatti, infelici, non realizzati , di aver perso la possibilità di vivere appieno la propria vita.
Se ti fermi a riflettere sul tuo passato e sul tuo presente, quante volte hai deciso rispettando la tua reale volontà? E quante volte invece hai fatto scelte senza rispettare ciò che desideravi veramente?
Alcune persone sono consapevoli di fare scelte non corrispondenti a sé stesse ma la maggior parte di noi è inconsapevole.
Forse dovremmo partire proprio da qui: comprendere se le scelte che compiamo corrispondono al nostro sentire più profondo o sono solo espedienti per sentirci amati, unici, speciali.
Riconoscersi, comprendersi, volersi bene, accogliersi.
Il primo passo è sempre quello: riconoscersi e accogliersi, con i propri limiti, i propri pregi, le proprie difficolta, i propri punti di forza, le proprie gioie e i propri dolori.
Ma come si fa? Avendo il coraggio di essere sincero con te stesso e se avessi dei dubbi, ricordati che c’è sempre la possibilità di affrontare un proprio percorso personale.
Qualsiasi sia il tipo di percorso tu scelga, ricordati che ci sono professionisti competenti che possono supportarti nel tuo cammino di sviluppo personale e ricordati che non sei solo…ci sono tante persone come te che ogni giorno lottano, sono alla ricerca della loro felicità e che provano a fare qualcosa di migliore della loro vita.
Correrai dei rischi, dovrai lottare, ti sentirai non compreso, sarai chiamato a fare scelte che gli altri non comprenderanno e ci vuole coraggio, ci vuole impegno, ci vuole forza interiore.
Ma l’alternativa qual è?
La scelta dell’altro
Ma cosa centra la mediazione familiare con la conoscenza dei nostri sogni?
Incontrando le coppie nella stanza di mediazione la mia esperienza mi sta conducendo a pensare che molte coppie si perdono perché non sono in grado di rinnovarsi affrontando i molteplici cambiamenti che accadono nella vita, altre probabilmente hanno caratteristiche e vissuti personali che non li hanno aiutati a evolversi insieme, altre avevano differenze tali da non essere conciliabili che con il tempo si evidenziano, altre semplicemente non si conoscevano realmente.
E torniamo al discorso iniziale.
Quando scegliamo la persona con cui costruire un progetto di vita, quanto conosciamo l’altro?
Ma prima di ogni cosa quanto conosciamo noi stessi? Quanto conosciamo i nostri sogni, i nostri obiettivi?
In una relazione, quanto di te hai perso un pezzo alla volta? Quante volte hai rinunciato a parti importanti di te? Quanto hai tradito i tuoi sogni? Quanto hai rinunciato alla tua volontà per rincorrere obiettivi che magari nemmeno ti appartenevano?
Spesso, in un rapporto le persone rinunciano a parti di sé ma quanto sarebbe bello invece trovare un accordo continuo, nel rispetto delle differenze altrui?
Accogliersi, essere sincero con l’altro, avere un dialogo costruttivo, assumersi la responsabilità delle proprie azioni e delle proprie idee, rispettare se stesso e l’altro, essere in buona fede e considerare l’altro in buona fede…quanto cambierebbe il tuo rapporto o sarebbe cambiato se fossi stato in grado di fare queste cose?
Probabilmente molto… a prescindere dal fatto che una coppia decida o meno di continuare ad avere una relazione sentimentale.
La mediazione familiare e l’importanza di conoscere i propri bisogni, per una negoziazione efficace
Nella stanza di mediazione, per arrivare ad un accordo condiviso di separazione, è necessario comprendere quali siano i reali bisogni della famiglia.
Come possiamo scegliere ciò che è meglio per noi e la nostra famiglia se non ci soffermiamo a comprendere quali siano le nostre reali necessità e quelle dei nostri figli?
Ecco perché nella stanza di mediazione dedichiamo del tempo alla comprensione dei bisogni della famiglia.
La coppia, presa da una serie di dinamiche, tende ad assumere delle posizioni e a rimanere ferma e arroccata su di esse, impedendo qualsiasi dialogo costruttivo.
Ma le posizioni non nascondo altro che le nostre emozioni.
Emozioni che non ci permettono di crescere ed evolvere e trovare quell’accordo condiviso che possa permettere alla famiglia di superare un momento tanto doloroso come quello della separazione.
Durante la separazione si esasperano le situazioni, proprio a causa delle emozioni che la coppia vive e a pagarne dazio sono, più di tutti, i figli.
È importante che i genitori comprendano come rimanere fermi su posizioni inconciliabili arrechi danno ai propri figli e a loro stessi.
Rabbia, frustrazione, solitudine, delusione, voglia di essere riconosciuti, senso di ingiustizia, disperazione, senso di rivalsa ecc. sono tutte emozioni che non aiutano e che rischiano di far fallire non solo una negoziazione ma il futuro di una famiglia.
È importante allora concentrarsi sui propri reali bisogni e quelli dei figli, per dare nuova luce e nuova veste al momento della separazione.
L’accordo realmente condiviso è il pilastro di una nuova vita per tutta la famiglia.
La separazione, contrariamente a quanto la maggior parte delle persone immaginano, può essere il momento in cui dar voce alle proprie reali necessità, il momento per ammettere a se stessi cosa realmente vorremo realizzare per noi e cosa è importante per i nostri figli, per riflettere anche sui nostri sogni.
Avere un approccio di questo tipo implica un cambiamento di prospettiva da parte della coppia.
La separazione è un momento doloroso ma se, nonostante il dolore, i genitori fossero in grado di cambiare la loro visione sul futuro e lo vedessero come occasione di cambiamento, non solo sarebbero in grado di raggiungere un accordo realmente condiviso ma avrebbero anche modo di avere spunti di riflessione per dare voce a parti di sé inascoltate.
La coppia, lavorando nella stanza di mediazione, ha l’opportunità di impegnarsi per trovare un accordo condiviso, preservando e riorganizzando le relazioni familiari e sarà un accordo realmente corrispondente alle necessità di tutti.
Un futuro diverso per te stesso e per i tuoi figli è possibile, dipende solo da te e dalle domande che scegli di porti.
Cosa deciderai di focalizzare nel tuo presente e nel tuo futuro farà la differenza per te stesso e per le persone a cui vuoi bene.
Le azioni che ogni giorno scegli di compiere, anche le più banali, possono fare la differenza per te stesso e per gli altri.
Immagina quanto possano essere fondamentali le tue scelte in un momento così delicato e complesso come quello della separazione.
E allora rifletti su come vorrai compiere queste scelte.
Vorrai decidere cosa è meglio per te e i tuoi figli inconsapevolmente? O vorrai assumere decisioni consapevoli?
Conosci i tuoi sogni, i tuoi reali obiettivi e quelli delle persone a te care e allora saprai che stai realmente facendo il tuo meglio per te stesso e per loro.




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