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Mediazione familiare: non è terapia di coppia. Ecco invece cos’è!

da Mag 5, 2022Mediazione familiare, Riflessioni0 commenti

Da quando sono diventata una mediatrice familiare, ci sono due domande che mi rivolgono sempre:

  • “È come una terapia di coppia?”
  • “Ma funziona?”

Non è terapia di coppia

La mediazione familiare è arrivata in Italia quasi 40 anni fa, eppure è una professione ancora poco conosciuta e viene confusa con altri lavori.

Ma al di là delle motivazioni che ancora relegano la mediazione familiare ad un intervento residuale e poco conosciuto, cosa la differenzia dalla terapia di coppia? Per quale motivo una coppia dovrebbe rivolgersi ad un mediatore familiare e non ad uno psicoterapeuta?

La differenza sta tutta negli obiettivi della coppia: vuole ricomporre il proprio legame coniugale o comunque provare a farlo o ha deciso di separarsi?

Se la coppia ha deciso di affrontare una separazione, quello che le serve, in realtà, è un professionista che la aiuti a raggiungere un accordo condiviso, al fine di proteggere ciò che di buono ha costruito insieme e soprattutto di tutelare i figli che sono nati da quell’unione.

Il dolore della separazione

La separazione costituisce sempre un momento molto doloroso, sia che la scelta appartenga ad entrambi i coniugi, sia che la scelta provenga da uno di loro e l’altro la subisca.

La coppia che si separa è quasi sempre una coppia in conflitto, soffre per il fallimento del proprio rapporto e si sente incompresa e sconfitta.

Questa tipologia di sensazioni spesso porta i partners a continui litigi e a un senso di frustrazione dovuto alla mancata comprensione reciproca.

La coppia coinvolta dal conflitto è, spesso, inconsapevole del dolore provocato ai figli e non contempla che vi possa essere la possibilità di separarsi nel rispetto delle esigenze di tutti. 

Chiunque abbia vissuto problemi di coppia e viva il dolore di una separazione, è profondamente consapevole di ciò che sente: i propri progetti sono falliti, i propri sogni e speranze naufragate.

L’amore finito va elaborato, lo si equipara infatti alla stessa stregua dell’elaborazione del lutto; quell’amore in cui tanto avevi creduto e che pensavi ti avrebbe accompagnato per tutta la vita non c’è più, è finita la condivisione, l’intimità, l’affettività, la comprensione.

In questo tipo di situazione la coppia può scegliere se lasciarsi travolgere dal conflitto e tutte le sensazioni che ne conseguono o fare un atto di coraggio e intraprendere un percorso di mediazione familiare.

Come mai parlo di coraggio?

Uso questo termine con cognizione di causa, ci vuole molto coraggio per decidere di affrontare un percorso di mediazione familiare.

La coppia che intraprende un percorso del genere dovrà affrontare le proprie responsabilità ed essere consapevole che il futuro dei propri figli e suo dipenderà da quanto decideranno di lavorare seriamente.

Nella stanza di mediazione, attraverso una serie di incontri, la coppia ripristinerà la comunicazione, imparerà a valorizzare le risorse presenti nella famiglia e raggiungerà un accordo di separazione che sia realmente condiviso.

Pertanto la mediazione familiare non ha fini di cura. La coppia si rivolge al mediatore familiare, per essere aiutata in un passaggio delicatissimo di cambiamento e lo farà preservando quei legami familiari che sono stati costruiti fino a quel momento.

Nella terapia di coppia il professionista ha l’obiettivo di aiutare la coppia a recuperare l’intesa, a recuperare il rapporto e a viverlo in modo soddisfacente. Nella mediazione familiare la coppia non ha più la volontà di recuperare il rapporto e il professionista ha l’obiettivo di aiutarla a compiere il passaggio da famiglia bigenitoriale a monogeritoriale.

Questa differenza deve essere assolutamente chiara per chi si rivolge ad un mediatore familiare: non vi possono essere speranze o aspettative diverse.

Il lavoro nella stanza di mediazione familiare può avere effetti terapeutici indiretti ma sono conseguenza di un lavoro di ripristino della comunicazione e non di un lavoro di tipo terapeutico.

La coppia che riattiva la comunicazione in maniera efficace, ha modo di attivare una serie di canali che le permetteranno di abbassare la conflittualità e lavorare per il bene della loro famiglia rinnovata.

Famiglia rinnovata

Parlo di famiglia rinnovata, perché quando due genitori si separano o divorziano, smettono di essere coppia ma rimangono sempre genitori e i loro figli avranno sempre loro come riferimento.

Sebbene mediazione familiare e terapia di coppia siano interventi diversi, a volte possono lavorare a staffetta, a seconda delle situazioni specifiche, ma non devono mai essere confuse, e il professionista è chiamato ad essere sempre assolutamente chiaro e attento, nell’ipotesi ci fosse confusione in tal senso.

Funziona?

L’altra domanda che mi viene sempre posta è: “funziona?” 

Io rispondo sempre: “dipende da ciò che vogliamo!”

Se non ci sono cause di non mediabilità e quindi ci siano coppie in cui non è presente violenza, alta conflittualità, abuso di sostanze psicotrope, abuso di alcool o dipendenze in generale, patologie psichiatriche, la differenza la farà la volontà della coppia.

La mediazione familiare è uno strumento validissimo ma dipende esclusivamente dalla coppia la buona riuscita della mediazione.

Ovviamente il mediatore familiare deve essere capace e competente ma il lavoro, all’interno della stanza di mediazione, lo compie la coppia.

Il mediatore familiare non consiglia, non raccomanda, non decide ma li accompagna in un percorso in cui i protagonisti assoluti sono i partners.

È la coppia che decide della propria vita e di quella dei figli, che deve responsabilizzarsi e capire cosa è meglio per la propria famiglia.

L’accordo di separazione che si raggiunge nella stanza di mediazione non è qualcosa di calato dall’alto, non è una scelta imposta da qualcuno per la coppia ma è frutto del suo impegno, del suo lavoro, delle sue consapevolezze.

La coppia, in un percorso di mediazione familiare, è chiamata ad essere responsabile e consapevole del proprio futuro e di quello dei propri figli.

Che tipo di futuro vogliamo per noi e i nostri figli? Cosa siamo disposti a fare per avere un futuro diverso, più felice, pieno e consapevole, sebbene all’interno di una famiglia diversa?

Quanto decideremo di impegnarci e avere coraggio nel cambiamento, farà la differenza sulla buona riuscita o meno della mediazione familiare.

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Isabella Salmeri

Isabella Salmeri

Mediatrice Familiare

Mediatrice familiare, coordinatrice genitoriale, formatrice esperta in leadership, negoziazione, comunicazione, aiuta le coppie in fase di separazione o divorzio a raggiungere un accordo condiviso per la riorganizzazioni delle relazioni familiari.

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