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La ricerca della felicità personale e la responsabilità genitoriale

da Ott 25, 2022Diritto di famiglia, Mediazione familiare0 commenti

Premessa

Nell’ultimo articolo pubblicato ho parlato di bigenitorialità, detta anche responsabilità genitoriale condivisa, spiegandone la genesi, l’evoluzione dal primario concetto di patria potestà e il suo significato.

La bigenitorialità implica che entrambi i genitori, in maniera condivisa e paritaria, si occupino dei figli nati dall’unione e non solo, che lo facciano rispettandone le naturali inclinazioni.

L’art. 316, comma 1, del nostro Codice Civile, afferma: “Entrambi i genitori hanno la responsabilità genitoriale che è esercitata di comune accordo tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio. I genitori di comune accordo stabiliscono la residenza abituale del minore.”

L’art. 337 ter del codice civile disciplina poi che, in caso di separazione/divorzio: “Il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.”

Tutte le norme del nostro codice civile sottolineano come i genitori siano tenuti in egual modo, salvo disposizioni diverse del giudice e per specifici motivi, ad occuparsi dei figli.

I genitori hanno il diritto-dovere di provvedere ai figli, che devono essere rispettati nei loro talenti, nelle loro inclinazioni e nelle loro ispirazioni.

Una grande differenza, rispetto al concetto di patria potestas e potestà genitoriale!

Il figlio non è più un soggetto di cui disporre a proprio piacimento e secondo gli interessi della famiglia ma un individuo che ha tutto il diritto di crescere secondo la propria specifica peculiarità.

I figli non vanno strumentalizzati ma rispettati, non sono prolungamenti delle aspirazioni dei genitori ma esseri con una individualità propria e i genitori hanno il compito di aiutarli a esprimere se stessi.

È un concetto a cui sono molto legata.

Anch’io sono stata una bambina e oggi sono una madre, incontro tanti genitori nel mio lavoro e mi rendo conto di quanto possa essere complesso comprendere che crescere dei figli significhi fare scelte quotidiane difficili e che, spesso, richiedono una profonda consapevolezza.

Quanto le scelte che compiamo ogni giorno, come genitori, sono rispettose dei reali interessi dei figli? E quanto in realtà li influenziamo senza rispettare il loro vero essere? Quanto sacrifichiamo il benessere dei nostri figli per soddisfare le nostre esigenze?

La scelta di diventare genitori e le sue conseguenze

Quando la coppia decide di avere figli, sceglie di allargare la propria famiglia e nel farlo si assume la responsabilità non solo di procrearli ma di  accudirli, educarli, amarli, supportarli e tanto altro.

La funzione genitoriale non può e non deve esaurirsi nel mettere al mondo un figlio.

Una volta nato, il bambino ha il diritto a crescere in un ambiente che gli permetta un equilibrato sviluppo psico-fisico.

I nostri figli non sarebbero mai venuti al mondo se noi, con la nostra scelta di procreare, non li avessimo avocati a noi!

Essere genitori comporta il diritto di occuparsi dei propri figli, senza interferenze esterne nella loro educazione ma, al contempo, il dovere di farlo, crescendoli in maniera sana ed equilibrata.

Nel momento in cui compiamo la scelta di diventare genitori, ci assumiamo la responsabilità di accompagnare altre esistenze nel loro percorso di vita e di questo dobbiamo imparare ad essere consapevoli.

È facile? No, è tutto fuorché facile.

Essere genitori è probabilmente il mestiere più difficile del mondo.

Quando diventiamo genitori entrano in campo una serie di dinamiche e di vissuti che ci portiamo dietro e che influenzeranno il nostro modo di essere genitori.

Poi, spesso, i genitori hanno stili genitoriali diversi, stili che confliggono fra di loro e che rendono più difficile l’accordo nella vita quotidiana sulle scelte da compiere.

È necessario comprendere come le nostre azioni quotidiane influenzeranno la crescita dei nostri figli e che, nel momento in cui il nostro bambino verrà alla luce, dovremo avere la forza e la capacità di rinnovarci continuamente e di fare i conti con i propri vissuti.

Sarà normale sbagliare, sarà normale non sapere cosa fare, sarà normale incontrare dei momenti difficoltà.

Essere genitori non vuol dire non fare errori, la perfezione non è di questo mondo ma una cosa la possiamo fare, possiamo impegnarci al nostro meglio e lavorare su noi stessi per essere persone e genitori migliori.

Dobbiamo essere consapevoli che noi siamo la rete di protezione dei nostri figli e che se la nostra rete viene meno loro cadranno nel vuoto.

Il rinnovo del patto genitoriale nella mediazione familiare

Se già è difficile fare il genitore in una famiglia bigenitoriale, immaginiamo cosa possa accadere quando la coppia si separa e viene meno la famiglia tradizionalmente intesa.

Quando interviene una separazione o un divorzio tutto si complica perché i genitori affrontano un momento difficile come coppia e cambia la realtà della famiglia.

In questo momento, più che mai, i genitori devono essere in grado di gestire tutto ciò che comporterà la separazione/divorzio per i figli.

La famiglia non sarà più quella che i figli hanno conosciuto fino a quel momento e dovranno essere aiutati a vivere questo passaggio delicato il più serenamente possibile, a sentirsi rassicurati, ad avere un legame continuativo con entrambi i genitori e gli affetti familiari generalmente intesi, a comprendere che sebbene la mamma e il papà si stiano separando, loro saranno sempre presenti.

Nella stanza di mediazione una parte importante del nostro lavoro è proprio dedicato al concetto di responsabilità genitoriale, ad aiutare i genitori a comprendere che le loro vicende come coppia non devono e non possono interferire con il loro ruolo di genitori e che il patto genitoriale va riformulato, alla luce dei cambiamenti in atto.

Le coppie in fase di separazione o divorzio entrano, nella generalità dei casi, in conflitto, poiché stanno vivendo la delusione del fallimento e questo a prescindere da chi abbia lasciato o meno l’altro.

Nella stanza di mediazione la coppia, con l’aiuto del mediatore lavora proprio per rifocalizzarsi sul proprio ruolo genitoriale e dargli un nuovo senso.

L’accordo condiviso che i genitori raggiungeranno alla fine del percorso, è frutto di una serie di piccoli ma grandi passaggi, che porteranno la coppia a realizzare che le loro dinamiche personali non possono interferire nel benessere psico-fisico dei figli, che dovranno sempre avere una modalità comunicativa efficace per il loro bene e che sebbene la loro relazione sentimentale sia fallita saranno sempre i genitori dei figli nati da quell’unione.

Durante il percorso di mediazione familiare lavoriamo proprio per ridare nuova luce e nuova funzione al patto genitoriale, che spesso, nella conflittualità della separazione, viene lasciato sullo sfondo.

Il mediatore familiare prende per mano la coppia e la aiuta a focalizzarsi sulla responsabilità genitoriale, che non può mai venire meno.

L’importanza di coniugare il proprio benessere personale con la responsabilità genitoriale

Quando parlo dell’importanza della responsabilità genitoriale, la domanda che mi fanno più spesso è: “ma allora la propria felicità personale? Viene subordinata all’essere genitore?”

Al genitore non viene chiesto di sacrificare la propria vita, non è questo il senso.

I genitori hanno diritto, come individui, di perseguire la propria felicità.

A loro non viene chiesto di rinunciare a separarsi se si è infelici o a ipotecare la propria vita al ruolo di genitore, senza perseguire i propri sogni.

Il genitore ha diritto ad essere felice perché un genitore insoddisfatto non farà altro che riversare la propria frustrazione sui figli, che cresceranno con adulti infelici e probabilmente incapaci di supportarli nella crescita.

Quello che il genitore deve comprendere è che qualsiasi cosa decida di fare nella propria vita, non può non fare i conti con la responsabilità genitoriale che consegue dall’avere figli.

I genitori hanno il dovere di coniugare ed equilibrare il loro ruolo genitoriale con le loro esigenze personali.

Qualsiasi decisione un genitore prenda, deve sempre ricordare che i propri figli dipendono da lui/lei, che le sue scelte influenzeranno il loro equilibrio e la loro crescita, che essere un genitore non è un compito ad intermittenza.

Non possiamo accendere e spegnere la nostra genitorialità, come se fosse una lampadina.

Ogni volta che compiamo una scelta, dobbiamo essere consapevoli dell’effetto che potrebbe avere sui nostri figli.

La consapevolezza che le nostre azioni producono effetti sui nostri figli deve essere sempre un faro che ci guida.

Non è facile, siamo essere umani e gli errori fanno parte della nostra vita ma possiamo scegliere quotidianamente di lavorare sulla nostra consapevolezza, di imparare dai nostri errori e ricordarci che una volta diventati genitori siamo responsabili di altre vite.

E questo a prescindere che i figli siano minori o meno.

È vero che i minori sono esseri fragili che vanno tutelati sopra ogni cosa ma non dimentichiamoci mai che anche i figli più grandi vanno attenzionati, che anche per loro saremo sempre i genitori.

Con figli più grandi ci rapporteremo in modo diverso, rispetto ai figli minori ma tutti, in egual misura, meritano rispetto ed attenzione.

La responsabilità genitoriale rimane sempre, anche con figli adulti, solo che ci saranno modi diversi per esercitarla.

Pertanto il genitore ha il compito di coniugare il suo diritto alla felicità con l’imprescindibile ruolo che gli compete.

Le nostre scelte affrettate o superficiali potrebbero causare danni enormi ai figli, le nostre imposizioni potrebbero rendere difficile seguire le loro inclinazioni, la conflittualità con il partner potrebbe renderli insicuri e oltremodo fragili…

Tutte le nostre azioni avranno sempre conseguenze più o meno dirette sui nostri figli.

Impariamo dai nostri errori, lavoriamo sulla nostra consapevolezza e prendiamo per mano i nostri figli, facciamo sentire loro che mamma e papà ci saranno sempre, impariamo a dialogare con loro e ricordiamogli continuamente quanto li amiamo.

“I figlioli imparano sempre assai più cose di quelle insegnate; e sono i figlioli a conoscere i genitori, non il contrario.”

Riccardo Bacchelli

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Isabella Salmeri

Isabella Salmeri

Mediatrice Familiare

Mediatrice familiare, coordinatrice genitoriale, formatrice esperta in leadership, negoziazione, comunicazione, aiuta le coppie in fase di separazione o divorzio a raggiungere un accordo condiviso per la riorganizzazioni delle relazioni familiari.

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