Che cos’è la stanza di mediazione?
È lo spazio protetto, all’interno del quale, il mediatore familiare incontra le coppie.
Quando mi riferisco alla stanza di mediazione spesso la chiamo: “sancta sanctorum”.
Nella religione ebraica si usa questa definizione per indicare la parte più nascosta del tempio, dove può entrare unicamente il sacerdote nel giorno del kippur e ove venivano custodite le tavole della legge.
È mia convinzione che quello che accade nella stanza di mediazione rivesta una sorta di sacralità, intesa come importanza del ruolo che il mediatore consapevole può svolgere nei confronti della coppia e dell’operato di tutti i partecipanti alla mediazione.
Nel calendario ebraico lo Yom Kippur è il giorno più sacro, quello in cui si espiano i peccati per poi riconciliarsi.
Lo Yom Kippur, però, non viene considerato un giorno triste ma un nuovo inizio consapevole: si espia per rendersi consapevoli e perdonare prima di tutto se stessi e poi gli altri, per poi riprendere la propria vita con un senso rinnovato.
Ovviamente nella stanza di mediazione non vi è alcun riferimento religioso o sacrale né si utilizzano toni solenni, quello che mi preme sottolineare è l’importanza del percorso, la possibilità, con un lavoro serio e a tratti duro nell’affrontare il problema, di ripartire con un nuovo e consapevole inizio.
Uno spazio privato, neutro e protetto
All’interno della stanza il mediatore familiare non giudica ma accoglie e supporta la coppia, che potrà così lavorare con serenità, in uno spazio privato, neutro e protetto.
Nella stanza di mediazione vige la regola della riservatezza e dell’assoluta segretezza, quanto accade nella stanza rimane confinato in quel luogo.
Quanto accade nella stanza rimane confinato in quel luogo
Il professionista non può raccontare a nessuno lo svolgimento della mediazione, che sia avvocato o giudice e questo permette alle persone di poter lavorare con tranquillità durante tutto il percorso, consapevoli che il mediatore è lì per loro e con loro.
Nella stanza il professionista sarà assolutamente neutrale ed imparziale, pertanto non esprimerà mai opinioni o pareri e nemmeno prenderà le parti di uno dei partners.
Il mediatore e la coppia lavorano insieme per un obiettivo comune
Il mediatore familiare è un facilitatore, aiuta le coppie a trovare un accordo di separazione/divorzio efficace e le scelte saranno frutto del lavoro della coppia, mai frutto di induzione o obbligo.
Questo cosa vuol dire?
Significa che il mediatore familiare è il responsabile del rito ma la gestione sostanziale rimane sempre in capo alla coppia, che attraverso un percorso ben definito, potrà comprendere come riorganizzare i propri legami familiari, nel rispetto delle esigenze di tutti.
Il mediatore li aiuta ma il lavoro lo fa la coppia, che dovrà imparare a responsabilizzarsi e rendersi autonoma per il proprio presente e il proprio futuro.
È importante che la coppia consapevolizzi che la separazione è sempre dolorosa ma che è possibile agire per fare in modo che la sofferenza non travolga tutto, perdendo di vista il benessere dei figli e il proprio.
Nella stanza di mediazione la coppia incontrerà un professionista appositamente formato, che impiegherà tutte le sue competenze ed energie per aiutarli a trovare un accordo di separazione condiviso, non un giudice, un avvocato o uno psicologo.
All’interno della stanza non ci sono differenze, il mediatore e la coppia lavorano insieme per un obiettivo comune.
Tu cosa preferiresti se dovessi affrontare una separazione o un divorzio, vorresti che qualcun altro decidesse per te o vorresti qualcuno che ti aiutasse a trovare scelte condivise, per il bene dei tuoi figli e tuo?




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