Premessa
Vi siete mai chiesti che tipo di genitore siete? Che tipo di stile genitoriale seguite?
Siete permissivi o intransigenti?
Dialogate con i vostri figli?
Siete accudenti?
Quanto spazio date all’affettività?
Promuovete l’indipendenza o controllate ogni aspetto della loro vita?
Quanto tempo trascorrete con loro e come?
Vi occupate dell’educazione dei vostri figli o delegate ad altri?
Vi interessate ai loro sogni, ai loro talenti, ai loro interessi??
Quali sono i valori che trasmettete?
Li aiutate a mettersi in discussione o li assecondate in tutto?
Abbiamo più volte parlato dell’importanza della responsabilità genitoriale condivisa e di come non si esaurisca nella sola funzione di mettere al mondo un figlio.
Ma, prima di qualsiasi cosa, siamo consapevoli di che tipologia di genitore siamo?
Premesso che ognuno fa il proprio meglio, con gli strumenti che ha in quel momento e che sbagliare fa parte della natura umana e che non ci sia una cosa più difficile del mestiere di genitore, è importante comprendere come agiamo per provare a migliorare sempre, lo dobbiamo a noi stessi e ai nostri figli.
In questo articolo parlerò dei diversi stili genitoriali e proveremo a dare qualche spunto di riflessione.
Che cosa è lo stile educativo genitoriale
Lo stile educativo genitoriale consiste nella globalità degli atteggiamenti, più o meno consapevoli, che il padre e la madre mettono in atto nei confronti dei figli, al fine di educarli ed ottenere determinati risultati.
Questo insieme di atteggiamenti danno vita ad un contesto emotivo, in cui i figli cresceranno, determinando la qualità delle relazioni tra i componenti della famiglia e l’efficacia del modello educativo messo in atto.
Ogni genitore ha la propria individualità e il proprio vissuto, che inevitabilmente si manifesterà nel modo di esercitare la genitorialità.
Il nostro carattere, le nostre inclinazioni, la nostra consapevolezza più o meno profonda, la voglia di mettersi in discussione, le nostre esperienze e in generale tutto il bagaglio della nostra vita ci porterà a scegliere una tipologia di stile genitoriale piuttosto di un altro.
Ma qual è l’esperienza determinante? Quella che più di tutte inciderà sulla nostra genitorialità?
Noi, come genitori, sceglieremo inevitabilmente se:
- Imitare il modello genitoriale che abbiamo vissuto da piccoli, cercando di riproporre tutti quegli schemi che possono ripeterlo,
- Contrapporsi allo stile genitoriale che abbiamo vissuto da piccoli, al fine di evitare che i nostri figli soffrano per le stesse cose per cui noi abbiamo provato dolore.
Il nostro stile genitoriale si plasmerà partendo dalla nostra reazione allo stile genitoriale che abbiamo vissuto da piccoli.
Ancora una volta la famiglia in cui cresciamo si rivela determinante per la nostra formazione come individuo.
Lo è stata la nostra per noi, lo saremo noi per i nostri figli.
E allora dobbiamo chiederci: siamo i genitori che vorremmo per i nostri figli? Quale tipo di educazione stiamo dando loro?
I parametri distintivi per la valutazione degli stili genitoriali
Sono stati teorizzati diversi modelli di stili genitoriali ma probabilmente quello più noto è quello di Diana Baumrind.
Questo modello prevede la presenza di due parametri, dalla combinazione dei quali si crea il nostro stile genitoriale: il livello di supporto e il livello di controllo.
Il livello di controllo consiste in tutte quelle azioni di controllo e supervisione, che i genitori mettono in atto per indirizzare i figli nella loro educazione e far in modo che abbiano comportamenti socialmente adeguati.
Il livello di supporto invece riguarda la sfera affettiva ed emotiva e consiste nelle modalità che i genitori hanno di rispondere alle necessità dei figli, alla loro presenza intesa come vicinanza, al saper comprendere le loro emozioni. Sono tutti comportamenti che, se messi in atto con efficacia, sono in grado di stimolare l’autoregolazione e l’affermazione di sé.
A seconda di come si fonderanno i due livelli, perseguiremo uno stile genitoriale piuttosto di un altro.
Questo vuole anche dire che ogni genitore ha il proprio stile genitoriale, che potrebbe non combaciare con quello dell’altro partner.
In caso di differenti stili genitoriali, se i genitori non saranno in grado di coniugare le diversità, potrebbero crearsi contrasti nella famiglia e confusione nei messaggi diretti ai figli.
Dal connubio degli stili genitoriali e dalle peculiarità del contesto familiare, potremo comprendere se lo stile adottato potrà essere efficace o meno nell’educazione dei figli.
La classificazione degli stili genitoriali
Il modello di Diana Baumrind prevede quattro stili genitoriali:
- autoritario,
- permissivo/indulgente,
- trascurante/rifiutante.
- autorevole.
Questi stili sono proprio il frutto dell’incidenza del livello di supporto e di controllo verso i nostri figli, di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente.
Prima di andare nel dettaglio è importante precisare che la classificazione degli stili genitoriali non è rigida ma contiene delle indicazioni generali per potersi orientare.
Ognuno ha la propria individualità e il proprio vissuto, pertanto il proprio stile genitoriale potrebbe contenere anche aspetti appartenenti a più stili.
Lo stile autoritario
Questo stile prevede un alto livello di controllo e un basso supporto.
Il genitore che mette in atto questo stile non è attento ai bisogni dei figli, impone regole rigide che vengono calate dall’alto e mai spiegate, non gratifica i figli ma spesso li svaluta ed esprime giudizi negativi, non vi è spesso spazio per il lato affettivo.
In questo stile genitoriale non vi è possibilità di alcuno scambio comunicativo tra genitore e figlio, che deve accettare qualsiasi decisione senza avere alcun tipo di dialogo o confronto.
Il genitore autoritario predilige le punizioni e mette in atto una serie di comportamenti che non aiutano i figli ad acquisire autonomia, indipendenza, autostima, una buona gestione emotiva, sicurezza.
Questo perché i figli di un genitore autoritario, non hanno la possibilità di mettersi in gioco, di sbagliare ed imparare dai propri errori, di introiettare il valore e l’importanza di alcune regole.
Quali possono essere le conseguenze di crescere con un genitore autoritario?
Crescere con un genitore autoritario può portare i figli o a essere completamente sottomessi o a ribellarsi a priori.
I figli di genitori autoritari possono manifestare ansia, tendere a isolarsi socialmente, essere molto chiusi, poco intraprendenti e curiosi, può anche accadere che mettano in atto comportamenti aggressivi.
Ogni individuo ha il proprio modo di rispondere agli stimoli, a quello che gli accade ma queste caratteristiche sono state spesso notate in figli cresciuti in questo tipo di contesto.
Lo stile permissivo/indulgente
Lo stile permissivo consiste in un alto livello di supporto ma un basso livello di controllo.
Questo tipo di stile permette al bambino di crescere in un contesto dove sono presenti affettività e comprensione dei bisogni dei figli ma è completamente assente la dimensione relativa alle regole e alla disciplina.
Il figlio di un genitore permissivo viene convolto nella vita familiare, vi è comunicazione e interscambio ma manca totalmente quel sistema di rispetto delle regole necessario per farlo crescere avendo una buona disciplina e una buona gestione di sé.
Le punizioni non vengono quasi mai utilizzate o se utilizzate, non sono mai chiare, creando ulteriore confusione nei figli.
Il genitore è più un amico che una figura di riferimento per la crescita.
I figli che crescono con questo tipo di genitori, non vengono stimolati al raggiungimento di risultati, viene assecondato qualsiasi loro desiderio e non rispondono mai delle conseguenze delle loro azioni.
Quali sono gli effetti di uno stile permissivo sui figli?
Non avendo nessun tipo di controllo da parte del genitore, i figli non sanno come comportarsi, non hanno dei limiti e così procedono senza nessun tipo di guida.
I figli di genitori permissivi tendono ad avere poca fiducia in sé, a non assumersi le responsabilità delle proprie azioni, ad essere disubbidienti e indisciplinati, ad avere poco autocontrollo, a non accettare il confronto sulle diversità, a fare fatica nel gestire le difficoltà incontrate e spesso non hanno un buon grado di maturità.
Lo stile trascurante/negligente
In questo tipo di stile il genitore mette in atto un basso livello di supporto e un basso livello di controllo.
Il genitore trascurante provvede ai bisogni primari dei figli ma non è un punto di riferimento per la crescita e l’evoluzione dei figli.
Manca l’impegno del genitore nell’educazione, nello scambio emotivo ed affettivo, nella comunicazione.
Il genitore trascurante non si interessa ai bisogni reali del figlio, non si impegna a comprendere le sue esigenze e se possibile, delega ad altri il suo ruolo.
Il genitore trascurante è centrato su di sé, sulle sue esigenze e il suo totale disimpegno produce nei figli una mancanza della comprensione del mondo che li circonda e delle sue regole.
Quali sono gli effetti sui figli di un genitore trascurante?
I figli che vivono questo tipo di clima tendono ad essere insicuri, ad avere poca consapevolezza di sé, ad essere insicuri nelle relazioni interpersonali, ad avere difficoltà nella gestione emotiva di sé.
Chi cresce con questo tipo di genitore potrebbe tendere ad essere isolato, poco maturo e con il tempo ad assumere comportamenti deviati.
Lo stile autorevole
Lo stile autorevole è considerato ad oggi lo stile migliore, quello a cui è importante tendere nell’esercizio della propria responsabilità genitoriale.
Questo stile genitoriale comporta un alto livello di controllo e un alto livello di supporto.
Il figlio di genitore autorevole viene riconosciuto nei suoi bisogni, nelle sue caratteristiche, che vengono tenute sempre presenti ma, al contempo, il genitore è in grado di far rispettare le regole e di supervisionare i comportamenti del figlio.
Lo stile genitoriale autorevole consiste in un buon scambio emotivo, affettivo e comunicativo.
Le opinioni, i sentimenti e le emozioni dei figli sono tenuti in considerazione dal genitore che da un lato incoraggia, supporta, dialoga, manifesta stima e affetto e dall’altro lo indirizza e lo guida.
Il genitore autorevole non svilisce, non critica, non ignora, non impone ma rispetta l’individualità dei figli ed è in grado di adattare l’educazione a seconda, dell’età e delle esigenze.
Il genitore autorevole si pone come figura di riferimento, non impone ma spiega le regole da rispettare, motivandole e aiutando il figlio a comprenderne la necessità, non delega ad altri l’educazione del figlio, lo responsabilizza nelle sue azioni, si mostra flessibile a seconda delle necessità del figlio.
Quali sono i benefici sui figli di uno stile educativo autorevole?
I figli del genitore autorevole tendono ad avere una buona autostima, una buona gestione di se e delle proprie emozioni, sviluppano competenze, sono autonomi, indipendenti, hanno buone relazioni sociali, si impegnano per ottenere i risultati, sono resilienti.
L’importanza di identificare il proprio stile genitoriale
Come già precisato questa classificazione degli stili genitoriale è orientativa.
Gli stili genitoriali possono essere frutto di combinazioni di più stili e non è detto che i figli abbiano le stesse reazioni identiche, dipende sempre dalla propria individualità e da come reagiamo a ciò che ci accade.
Però è importante sapere quale sia lo stile che ci contraddistingue o comunque quello in cui ci riconosciamo di più.
Per quale motivo?
Comprendere e riconoscersi in uno stile genitoriale ci permette di chiarire che tipo di genitore siamo.
Sapere che tipo di genitore siamo ci aiuterà a comprendere meglio noi stessi e in cosa possiamo migliorare per aiutare i nostri figli al massimo delle nostre possibilità.
Esercitare la nostra responsabilità genitoriale implica impegno, volontà, costanza.
Gli errori ci saranno sempre ma l’importante è consapevolizzare quanto il nostro ruolo sia fondamentale per un sereno sviluppo psico-fisico dei nostri figli.
Chiediamoci allora:
Quale tipo di genitore credo di essere?
Come interagisco con i miei figli?
Come penso che i miei figli mi vedano?
Qual è il tipo di rapporto che ho oggi con loro e quale vorrei avere in futuro? Quali sono i ricordi che vorrei avessero della loro infanzia?
Quali sono i valori che vorrei trasmettere ai miei figli?
E soprattutto chiediamoci: cosa sono disposto/a fare affinché i miei figli crescano in un ambiente sano e equilibrato, che permetta loro di manifestare i propri talenti e le proprie potenzialità?
Se pensiamo di avere bisogno di un supporto circa il nostro stile genitoriale, oggi c’è la possibilità di fare un percorso di sostegno alla genitorialità.
Sono percorsi da seguire con uno psicoterapeuta e rivolti sia alle coppie che ai singoli.
Questo tipo di percorsi aiutano i genitori a comprendere come interagire al meglio nella loro funzione genitoriale, a seconda delle loro specifiche esigenze.
Rivolgersi a professionisti che possano aiutarci può dare a noi e soprattutto ai nostri figli la possibilità di un futuro migliore, di nuove opportunità e di scoprirsi con loro, in una veste e in una relazione nuova.
Ma cosa c’ entrano i diversi stili genitoriali con la mediazione familiare?
L’importanza di riconoscere i diversi stili genitoriali nella mediazione familiare
L’ho scritto più volte, le coppie che aderiscono ad una mediazione familiare ed hanno figli, devono imparare ad esercitare una genitorialità condivisa alla luce dei cambiamenti che stanno avvenendo nel nucleo familiare.
Se già nella quotidianità, i genitori che hanno stili educativi diversi fanno fatica a trovare un accordo e spesso questa diversità diventa fonte di discussioni nelle scelte da compiere per i propri figli, immaginate cosa possa accadere in una coppia in fase di separazione.
In fase di separazione il conflitto tra i coniugi porta frequentemente a discutere su cosa sia meglio o meno per i propri figli.
Nella fase di negoziazione, quando la coppia deve comprendere quali siano le soluzioni migliori per gestire l’affidamento dei figli, stili genitoriali diversi possono compromettere quell’accordo condiviso, fondamentale per una riorganizzazione efficace delle relazioni familiari.
Immaginate due genitori, magari uno con stile educativo autoritario e l’altro con stile permissivo, ipotizziamo che, in qualche modo, fino alla separazione siano stati in grado di trovare una sorta di equilibrio.
Cosa accadrebbe secondo voi se intervenisse una separazione e la conflittualità non fosse contenuta e rompesse tutti gli equilibri?
Probabilmente tutte le questioni relative alla genitorialità diventerebbero materia di scontro e oggetto del contendere.
Ecco perché il mediatore familiare deve, una volta ripristinata la comunicazione e valorizzate le risorse presenti nella famiglia, aiutare la coppia a comprendere che tipo di genitori siano, quali siano i loro obiettivi e le loro modalità, se siano in grado e come di rinnovare il patto genitoriale, alla luce dei cambiamenti in atto.
Il mediatore familiare deve stare sempre molto attento perché un conflitto di stili genitoriali che diventa inconciliabile porta alla non mediabilità della coppia.
Come possono trovare un accordo condiviso due genitori che hanno posizioni inconciliabili sull’educazione dei figli e non hanno la volontà e il coraggio di lavorare su se stessi?
A volte i genitori sono semplicemente inconsapevoli della reale efficacia o meno della loro azione educativa e di quanto possa incidere sulla vita dei figli.
In questo caso ci sono buone possibilità, se la coppia decide di collaborare attivamente, che il mediatore familiare possa aiutarli a lavorare sul concetto di responsabilità genitoriale e di come declinarlo nel loro caso specifico.
Ci sono casi in cui, invece, è necessario il sostegno di un professionista specifico per un lavoro più profondo.
In questo caso il mediatore familiare può: interrompere la mediazione familiare per rinviare ad altro professionista uno o entrambi i genitori oppure se non necessario, lavorare in rete con due percorsi paralleli.
Il mio percorso come mediatore familiare mi ha, fino ad oggi, insegnato un principio fondamentale: se c’è la reale volontà di impegnarsi si possono ottenere risultati estremamente efficaci.
Quando abbiamo di fronte i nostri figli ricordiamoci che la famiglia costituisce le loro radici, quell’insieme di valori che li guideranno nella loro vita, quel bagaglio di esperienze, di vissuti, di aspetti emotivi, affettivi, relazionali che porteranno sempre con loro.
Proviamo a pensare a cosa vogliamo trasmettere ai nostri figli e impegniamoci affinché accada, a prescindere da tutte quelle vicende che possono accaderci nella vita.




0 commenti