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La mediazione familiare: un grande obiettivo raggiunto attraverso piccoli passi

da Gen 16, 2023Mediazione familiare0 commenti

Spesso pensiamo che raggiungere un obiettivo comporti chissà quali azioni mirabolanti: vi svelo un segreto, un grande obiettivo si raggiunge attraverso piccoli passi.

È così è anche per la mediazione familiare.

L’obiettivo della mediazione familiare consiste nel raggiungimento dell’accordo di separazione per la riorganizzazione delle relazioni familiari ma, per arrivare a questo, è necessario compiere tutta una serie di passaggi intermedi.

La coppia infatti non potrà mai stringere un accordo realmente condiviso se prima non avrà raggiunto tanti piccoli micro obiettivi.

Ecco perché la mediazione familiare viene definita un percorso, la motivazione risiede nel fatto che sia un viaggio nel quale la coppia, lavorerà a step e passaggio dopo passaggio raggiungerà la meta finale: l’accordo di separazione.

Quando accolgo la coppia nella stanza di mediazione, non so nulla di loro e della loro storia ma ho una certezza: porteranno con sé un enorme carico di dolore, saranno curiosi di comprendere se possa essere il percorso giusto per loro e dubiteranno di potercela fare.

L’obiettivo da raggiungere è molto importante: si tratta di preservare la famiglia in un momento così delicato come quello della separazione e fare in modo che vi sia una riorganizzazione efficace e rispettosa delle necessità dei suoi componenti.

È un obiettivo che può fare paura e che può lasciare senza fiato, ma nella stanza di mediazione, se la coppia decide di lavorare con impegno e onestà, i risultati possono essere straordinari.

Il mediatore familiare accompagna la coppia in questo percorso e li guida senza mai essere giudicante, impegnandosi affinché la coppia possa ritrovare le risorse interne per realizzare il suo obiettivo.

Il compito del mediatore familiare è proprio quello di aiutare la coppia a visualizzare i piccoli passi da compiere e a raggiungerli attraverso un percorso di consapevolezza.

Come si svolge la mediazione familiare

Ci sono tanti modelli di mediazione familiare ed ognuno ha le proprie modalità operative, a seconda della scuola di appartenenza.

Per quanto riguarda la mia modalità operativa, seguo un modello ben definito, ne conosco i parametri di intervento e le potenzialità.

È un metodo così detto globale circolare a fasi, in cui nulla è lasciato al caso.

È definito:

  • globale perché la coppia può raggiungere un accordo condiviso relativo sia all’affidamento dei figli che alla separazione dei beni,
  • a fasi, perché è suddiviso in quattro fasi, ognuna con i suoi obiettivi specifici e caratterizzata da una serie di incontri,
  • circolare perché è un percorso definito, durante il quale le fasi e i singoli incontri non possono essere interscambiati ma seguono un ritmo e un percorso definito e limitato nel tempo.

Nella stanza di mediazione tutti gli incontri e le tecniche utilizzate non sono frutto di improvvisazione ma di una modalità operativa ben precisa.

Sebbene il mediatore familiare non sia mai rigido ma sempre flessibile e attento ai bisogni della coppia, tutto quello che fa deriva da uno studio mirato e calibrato.

Il percorso di mediazione si svolge mediamente in 10-12 incontri, anche se il numero può variare in base alle motivazioni che hanno spinto la coppia ad aderire al percorso e dal lavoro necessario, nella stanza di mediazione.

Ogni coppia ha la propria storia, la propria modalità, le proprie esigenze ed il mediatore familiare deve avere le competenze per equilibrare il percorso su questi parametri.

Poi, a seconda delle esigenze della coppia, il professionista può ravvisare la necessità di lavorare in modo più approfondito su alcuni temi piuttosto di altri, tutto sempre mirato al raggiungimento di un accordo condiviso della coppia.

Ogni singolo incontro all’interno del percorso ha la propria finalità e si svolge secondo un ordine pre-definito.

La coppia è sempre informata sul lavoro da compiere, volta per volta ed è continuamente coinvolta e stimolata in un processo di elaborazione funzionale all’accordo.

Partecipano alla mediazione familiare unicamente il professionista e la coppia e nessun altro, a prescindere che siano familiari o amici.

Nella stanza di mediazione, se la coppia ha figli, i bambini non entrano mai, sono i genitori che dovranno, insieme, trovare le soluzioni migliori per loro e la famiglia.

Sono i genitori gli adulti, sono i genitori a doversi responsabilizzare e ad aiutare i figli in un passaggio così delicato come quello della separazione.

I figli vanno tutelati e protetti, non possono e non devono essere in alcun modo strumentalizzati.

Sebbene i figli non siano presenti durante il percorso di mediazione, sono sempre presenti e al centro del lavoro nella stanza di mediazione.

Il mediatore familiare aiuta i genitori a comprendere i loro bisogni e come soddisfarli, nel nuovo assetto familiare, preservando quel patrimonio di legami familiari, fondamentali per il loro ottimale sviluppo psico fisico.

Una volta raggiunto l’accordo di separazione, che sarà redatto dal mediatore familiare e consegnato ai coniugi, la coppia concluderà il suo percorso e potrà mettere in pratica quanto da lei scelto, certi di un lavoro duro ma benefico per tutta la famiglia.

Il ruolo del mediatore familiare

Il mediatore familiare accompagna la coppia durante il percorso di mediazione familiare, la sua è una relazione di aiuto.

È un professionista che ha studiato tecniche specifiche per aiutare la coppia ma non si sostituisce mai a lei nelle decisioni: è un facilitatore.

È neutrale ed imparziale: il mediatore non giudica, non valuta, non dà alcun tipo di indicazione, non prende posizioni a favore di uno dei partners ma li aiuta a trovare soluzioni condivise.

Certamente è assertivo ma non rimprovererà mai la coppia, anzi, la accoglierà e supporterà.

Il mediatore familiare comprende il momento difficile che vivono i coniugi e sa quanto sia normale provare una certa tipologia di sensazioni, emozioni e pensieri durante la separazione.

È vicino alla coppia e pronto all’ascolto e ad aiutarli a trovare la strada per superare questo momento così delicato.

È vincolato al segreto professionale e pertanto non potrà mai né testimoniare né riferire ad alcuno quanto accaduto nella stanza di mediazione familiare: il mediatore familiare protegge la coppia e rispetta la sua intimità, il suo vissuto e il suo dolore.

La coerenza e trasparenza del mediatore familiare sono caratteristiche fondamentali, affinché la coppia si senta tutelata.

Ho sempre sentito una grande responsabilità nei confronti di questa professione, noi abbiamo l’onere e l’onore di aiutare la famiglia in un momento molto delicato, affinché trovi soluzioni realmente condivise

Fare il mediatore familiare significa avere competenze, conoscenze tecniche specifiche, doti di intelligenza emotiva, essere bravi negoziatori e tanto altro.

Si può dire che il mediatore familiare è responsabile del rito, mentre la coppia del merito e lo fa consapevole dell’importanza di un percorso consapevole.

Nella stanza di mediazione il mediatore familiare fa squadra con la coppia, stringe un patto di fiducia con lei e lì per lei e con lei.

La aiuta a comprendere l’importanza e il valore dei legami, affinché non si disperdano nel cambiamento dovuto alla separazione e costituiscano la base solida per il futuro della famiglia.

Sarà un futuro diverso ma sempre un futuro che ha al centro la famiglia.

Gli obiettivi della mediazione familiare

L’accordo di separazione

La mediazione familiare, a differenza della terapia di coppia, non ha finalità di cura.

È un modello di intervento a supporto delle coppie in fase di separazione/divorzio per il raggiungimento di un accordo che sia realmente condiviso per la riorganizzazione dei legami familiari

Ma se l’obiettivo finale della mediazione è il raggiungimento dell’accordo di separazione, l’obiettivo presupposto è quello del ripristino della comunicazione.

Il ripristino della comunicazione

Una coppia in fase di separazione/divorzio è una coppia in conflitto e che solitamente non è più in grado di comunicare con efficacia e l’assenza di comunicazione comporta l’inasprimento del conflitto.

Una coppia che non comunica è una coppia non in grado di confrontarsi non solo sulle proprie esigenze ma anche e soprattutto su quelle dei figli.

L’incomunicabilità rende impossibile prendere decisioni e fare in modo che la famiglia avanzi in un momento così delicato come la separazione.

I non detti, i silenzi, le accuse sono mattoni che costruiscono un muro che nel tempo può diventare invalicabile.

L’assenza di comunicazione inasprisce il conflitto, il conflitto aumenta sempre più e a sua volta impedisce che le persone abbiano la capacità di comunicare, in un circolo vizioso senza fine.

Non farsi travolgere da situazioni che nel tempo possano rendere la vita della famiglia un inferno, è un passo importante per evitare che la separazione distrugga la famiglia.

Il mediatore familiare pertanto, nella stanza di mediazione, dedicherà tempo e spazio proprio per permettere che la coppia riprenda a comunicare in modo efficace.

Consolidare la capacità di comunicare efficacemente, permetterà alla coppia di andare avanti serenamente anche quando il percorso di mediazione sarà concluso, senza l’intervento continuo di un professionista esterno.

L’obiettivo finale della mediazione familiare è l’accordo di separazione e quello presupposto è il ripristino della comunicazione ma in realtà nella stanza di mediazione la coppia, con l’aiuto del mediatore familiare, lavora per raggiungere tanti micro obiettivi.

I micro obiettivi possono mutare a seconda che la coppia abbia figli o meno, sia sposata o meno, sia convivente o meno, a seguire ne elencherò alcuni tra i più importanti.

Acquisizione dell’autonomia decisionale

La coppia nella stanza di mediazione acquisisce tutti gli strumenti necessari per diventare autonoma e fare in modo che nel tempo la sua autonomia decisionale persista.

In una coppia con figli è impensabile che i genitori una volta separati non interagiscano più, una buona relazione tra genitori separati permetteranno ai figli di crescere in un ambiente sano ed equilibrato.

La coppia genitoriale, negli anni, si ritroverà di fronte a tante situazioni nella crescita dei figli, che cambieranno con il mutare del tempo e pertanto sarà importante che imparino a prendere insieme decisioni che saranno poi influenti se non determinanti sulla propria prole.

Pertanto i genitori devono acquisire autonomia nel processo decisionale, non possono ogni volta rivolgersi a un professionista perché sono in disaccordo: devono avere la capacità di confrontarsi e di comprendere insieme quali siano le scelte migliori per i loro figli.

Arroccarsi dietro posizioni inutili comporterebbe solo dolore e infelicità per i figli ma, in generale, per tutta la famiglia che vivrebbe tensioni continue.

È importante che i genitori acquisiscano una modalità autonoma e funzionale alle necessità che si manifesteranno nel futuro.

Con il mediatore familiare la coppia lavorerà proprio su questo aspetto, affinché diventi un’abitudine nuova e sana per tutta la famiglia.

Responsabilizzazione nelle proprie scelte

Altro obiettivo importante consiste nell’assumersi la responsabilità delle proprie scelte, che la coppia abbia figli o non li abbia, nella stanza di mediazione, dovrà lavorare consapevole che qualsiasi scelta assunta dipenderà dalla loro volontà e impatterà sul loro futuro.

In mediazione nessuno sceglie per la coppia, tutte le decisioni prese saranno frutto del lavoro della coppia che dovrà compiere consapevolmente scelte per il proprio presente e il proprio futuro.

Essere consapevoli della responsabilità delle proprie scelte permetterà alla coppia di evitare continue accuse reciproche e di comprendere che ognuno ha le proprie responsabilità per quello che è accaduto, quello che accade e quello che accadrà.

Nel momento in cui si smette di addossare sempre le colpe agli altri e si guarda a se stessi, si può iniziare a lavorare per un presente ed un futuro diverso.

Rinnovamento del patto genitoriale

Altro obbiettivo su cui si lavora consiste nel rinnovare il patto genitoriale, alla luce dei cambiamenti in atto.

La separazione interviene sul legame della coppia, che non sarà più unita sentimentalmente ma sarà sempre legata nell’essere genitori dei figli nati dalla loro unione.

I figli vanno tutelati e i genitori nella stanza di mediazione lavorano proprio per dare nuova forma alla loro genitorialità, che dovrà adattarsi ai cambiamenti ma non venire mai meno, anzi dovrà essere forte più che mai.

Smettere di essere una coppia non fa decadere la responsabilità genitoriale: i figli senza genitori responsabili sono come paracadutisti senza paracadute, destinati a cadere nel vuoto senza alcun tipo di protezione.

Comprensione delle esigenze dei singoli componenti della famiglia

Che la coppia abbia figli o meno è importante comprenda quali siano le esigenze di ogni singolo componente della famiglia.

Se la coppia ha figli, la comprensione di cosa necessitano i figli permetterà di aiutarli nel delicato passaggio della separazione ma anche nella realizzazione del loro futuro.

Se la coppia non ha figli, comprendere cosa vuole il singolo individuo permetterà di arrivare ad un accordo condiviso che li soddisfi e che li aiuti ad affrontare il proprio nuovo futuro.

Conclusione

Nella mediazione familiare pertanto, oltre ai macro obiettivi ci sono molteplici micro obiettivi da raggiungere, che permetteranno alla coppia di affrontare un percorso che, passo dopo passo, li porterà alla meta finale.

In questo articolo ne ho citato alcuni tra i più importanti ma ogni mediazione familiare ha la propria storia e il proprio percorso.

Il mediatore familiare prende per mano la coppia e li aiuta in questo cammino, che sarà impegnativo ma che una volta intrapreso e portato a compimento farà la differenza per tutta la famiglia.

La coppia deve crederci, deve avere fiducia in se stesso e nell’altro, deve lavorare seriamente, con impegno e dedizione e tutto sarà possibile.

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Isabella Salmeri

Isabella Salmeri

Mediatrice Familiare

Mediatrice familiare, coordinatrice genitoriale, formatrice esperta in leadership, negoziazione, comunicazione, aiuta le coppie in fase di separazione o divorzio a raggiungere un accordo condiviso per la riorganizzazioni delle relazioni familiari.

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