Consapevolezza e coraggio
Accade a tutti noi, inevitabilmente, nella vita di tutti i giorni, di evitare di scegliere.
Scegliamo di rimanere in contesti che non ci piacciono, magari di fare un lavoro che non ci piace realmente, di non dire ciò che pensiamo, di non esprimere quello che sentiamo, di frequentare persone che in realtà non ci fanno bene, di far finta di non vedere, di assecondare situazioni che in fondo non troviamo corrispondenti, di scegliere di non scegliere per paura del cambiamento…
Se ci pensiamo, fin da piccoli, si è frequentemente spinti ad assecondare le aspettative dei genitori, a comportarci in un modo piuttosto di un altro per essere accettati dal contesto sociale, portandoci inevitabilmente e inconsapevolmente a rinunciare a parti di noi, per essere amati e riconosciuti.
A me è accaduto diverse volte, per esempio, di volere bene a qualcuno e in nome di questo bene far finta che vada tutto bene.
A un certo punto poi mi accadono due cose: o la dissonanza dentro di me diventa talmente forte da non potere più andare oltre e sento la spinta improvvisa e irrefrenabile di liberarmi dalle catene da me create o la situazione che ho fatto finta di non vedere mi ricade addosso con conseguenze magari peggiori di quelle che avrei subito se avessi agito ascoltando prima me stessa.
Ma per quale motivo spesso non abbiamo il coraggio di scegliere?
Spesso fatichiamo ad essere autentici ovvero corrispondenti a noi stessi, perché manca la consapevolezza di sé, di ciò che realmente pensiamo, sentiamo e vogliamo.
La consapevolezza del nostro essere è il primo passo fondamentale per una vita corrispondente a noi stessi.
È importante imparare a comprendere cosa sentiamo e vogliamo veramente, a scegliere ciò che ci fa bene, a rispettare se stessi, a vivere nella reciprocità, ad accogliere ed essere accolti, a manifestare la propria interiorità, a fare e farsi del bene, ad accogliere il cambiamento.
È un percorso impegnativo ma possiamo sempre scegliere, in qualsiasi momento, di iniziare a farlo, perdonandoci per tutte le volte che ci accadrà di sbagliare rotta.
E poi ci vuole coraggio, coraggio di affrontare il cambiamento che inevitabilmente la scelta di lavorare sulla nostra consapevolezza comporta.
Evolversi costa impegno, fatica e dolore e spesso, così, pur di evitare questo tipo di sensazioni, evitiamo di compiere le scelte che potrebbero farci realmente bene.
Nella stanza di mediazione, il mediatore aiuta la coppia ad affrontare con consapevolezza e coraggio il cambiamento che sta vivendo e di farlo nel rispetto di se stessi e degli altri.
E per andare avanti è necessario per la coppia decidere di scegliere cosa sia meglio per i propri figli e per se stessi.
Cosa è meglio per la coppia? Rimanere ancorati ad una situazione che non le corrisponde e la rende infelice? O avere il coraggio di andare avanti e affrontare il cambiamento con consapevolezza?
E cosa è meglio per i figli? Trascinarli in una conflittualità senza fine? O dare loro l’opportunità di vivere serenamente?
Decidere di scegliere
Decisione e scelta, spesso le usiamo come sinonimi ma in realtà hanno significato ed etimologia diversi.
Decidere deriva dal latino de-caedere, cioè tagliare, porre fine, recidere.
Questo verbo implica la volontà di tagliare con qualcosa di precedente e di farlo nettamente, definendo la situazione, risolvendola una volta per tutta.
Il termine decidere implica di stabilire un prima e un dopo rispetto a un qualcosa.
Scegliere deriva dal verbo latino ex-eligere, cioè preferire, selezionare.
Questo verbo implica la volontà di qualcuno di preferire una situazione fra tante, quindi implica la manifestazione della propria volontà rispetto a diverse possibilità.
Nella vita di tutti i giorni scegliamo continuamente, dalle cose più semplici alle cose più complesse…ma quanto scegliamo consapevolmente?
La coppia deve avere il coraggio di decidere di scegliere, di interrompere con quello che è stato e di riorganizzare la famiglia in base alla nuova realtà e deve farlo nel rispetto delle esigenze di tutti.
I partners, infatti, sono chiamati a compiere delle scelte che riguardano il loro presente e il loro futuro e soprattutto quello dei figli.
Nella stanza di mediazione si lavora duramente ma il risultato è il raggiungimento di un accordo efficace, che tuteli tutti e permetta a tutta la famiglia di trovare un nuovo equilibrio.
La coppia, durante il percorso, impara a consapevolizzare ed esercitare il famoso potere della scelta.
La stanza di mediazione e il potere della scelta
Il percorso di mediazione è costituito di piccoli passi, che la coppia compie lavorando sulla propria consapevolezza per un futuro diverso.
Consapevolezza di cosa è stato e di cosa non potrà essere mai più e soprattutto di come andare avanti alla luce dei cambiamenti in atto, proteggendo quanto di buono è stato fino a quel momento costruito.
Nella stanza di mediazione il passato va lasciato andare e guardato unicamente per fare tesoro di tutte quelle risorse e quei valori che potranno essere utili ai fini di un accordo efficace per la riorganizzazione delle relazioni familiari.
Le accuse reciproche, la rabbia, la delusione accompagnano normalmente la fine di un rapporto, c’è bisogno di tempo per elaborare la separazione, ma è possibile, nel mentre, separarsi con consapevolezza, per il bene nostro e dei nostri figli.
La coppia è chiamata a interrogarsi su quali siano le scelte più adatte, per guidare la famiglia in un momento delicato come quello della separazione.
Cosa vogliamo per noi e i nostri figli?
Come pensiamo di realizzare una riorganizzazione efficace?
Cosa è necessario fare affinché i nostri figli siano tutelati e possano vivere in un ambiente sereno, nonostante i cambiamenti?
Come ci vediamo nel nostro futuro?
Che tipo di futuro vorremmo per i nostri figli?
Quali sono le necessità dei nostri figli? Di cosa hanno bisogno?
Cosa vogliono i nostri figli per il loro futuro?
Quali sono i sogni e le aspirazioni di ogni componente della famiglia?
Queste e altre domande sono fondamentali per la coppia, per comprendere quali siano le soluzioni più corrispondenti alle necessità di tutti i componenti della famiglia.
Nella stanza di mediazione il mediatore familiare aiuta la coppia in questo percorso ma non sceglie per lei.
Il mediatore familiare accoglie e accompagna la coppia nel percorso di mediazione ma è la coppia che esercita la propria responsabilità di genitore e di individuo, che comprende quali siano le scelte migliori per il benessere del nuovo assetto familiare, che coopera, che impara ad essere autonoma da riferimenti esterni.
Chi, se non la coppia, dovrebbe scegliere per la propria famiglia?
Nella stanza di mediazione la coppia esercita il potere della scelta, per poi replicarlo nella vita quotidiana.
Ogni passo compiuto dalla coppia, nella stanza di mediazione, corrisponderà a maggiore consapevolezza e coraggio nell’andare avanti, per il proprio presente e il proprio futuro.
Per fare tutto questo però, prima di tutto, la coppia dovrà fare il primo concreto passo interiore: decidere di iniziare a scegliere.
Scegliere con consapevolezza e coraggio per un futuro migliore per tutta la famiglia, senza farsi travolgere da tutte quelle emozioni che comporterebbero una conflittualità dannosa e inutile.
“Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire ma non trovò nessuno».




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