Sentiamo sempre parlare dell’importanza della famiglia, ma che cos’è la famiglia? E cosa si intende per affetti familiari?
Il concetto di famiglia
L’art 29 della nostra Costituzione afferma: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.”
Il primo comma dell’articolo focalizza la famiglia come società naturale.
Ma cosa vuol dire società naturale?
Definendo la famiglia una società naturale, la costituzione ci indica come lo Stato riconosca il valore e l’importanza della famiglia, come cellula della società e come non possa in alcun modo essere limitata nella sua espressione.
In altre parole la famiglia ha un diritto originario rispetto allo Stato, che è tenuto a tutelarla senza comprimerla o limitarla in alcun modo.
È famosa la citazione, in tal senso, di Arturo Carlo Jemolo:
“La famiglia è un’isola che il mare del diritto può solo lambire”.
Sempre al primo comma dell’art. 29, la nostra Costituzione riconosce la famiglia come società fondata sul matrimonio, a prescindere che sia celebrato con rito civile o religioso.
In realtà la nostra società è profondamente cambiata negli ultimi anni: è una società sempre più laica, in cui le persone spesso convivono senza unirsi in matrimonio ed hanno figli all’interno di questa unione, sono riconosciute le unioni di persone dello stesso sesso, si discute sulla possibilità di adozione da parte di persone singole o di coppie omosessuali.
Certamente c’è una forte resistenza nella nostra società al riconoscimento di situazioni diverse rispetto a quelle considerate “tradizionali” ma il dibattito è vivo e vi sono sempre più istanze che mettono in luce come questo articolo, in ogni caso, sia piuttosto datato e non corrispondente alle reali esigenze delle persone .
Nel secondo comma poi si specifica come i genitori siano paritari sia come individui che nell’esercizio della responsabilità genitoriale.
Non entreremo, in questa sede, nel merito delle questioni giuridiche sulla famiglia ma valuteremo quanto sia determinate la famiglia in cui cresciamo per il nostro futuro.
E nel caso intervenga una separazione? Cosa è necessario fare, affinché i figli possano continuare a crescere in un ambiente sano ed equilibrato?
L’importanza della famiglia e degli affetti familiari
Il concetto di famiglia si è modificato nel tempo, con il mutare del contesto storico, economico, sociale e culturale.
Pertanto, per esempio, la famiglia come è considerata oggi è completamente diversa da come veniva intesa un secolo fa.
Il concetto di famiglia muta, con il mutare delle condizioni in cui si forma.
Quando ci riferiamo alla famiglia poi, nel parlare comune si intende il nucleo composto da genitori e figli ma, in realtà, esistono diverse definizioni di famiglia che considerano le sue diverse dimensioni.
Non ci addentreremo sulle diverse definizioni di famiglia né tanto meno su tutte le implicazioni psicologiche del concetto di famiglia.
In questo articolo ci soffermeremo su un aspetto molto importante ai fini della mediazione familiare: la famiglia è il luogo in cui il bambino sviluppa la propria identità e lo fa relazionandosi con il mondo circostante e le persone che ne fanno parte.
La famiglia è il luogo in cui si sviluppano una serie di relazioni, costruite sui gesti quotidiani.
Nella famiglia si intersecano la relazione della coppia, la relazione tra genitori e figli, la relazione tra fratelli, la relazione con le persone che fanno parte del gruppo parentale.
Tutte queste relazioni costituiscono gli affetti familiari del bambino e sono i legami primari, quelli da cui abbiamo origine e la nostra interazione con questi legami, costituirà parte determinante nella formazione della nostra individualità.
Più volte mi sono soffermata sull’importanza della responsabilità genitoriale e sul ruolo fondamentale dei genitori nella crescita dei figli ma sono altrettanto importanti anche i nostri affetti familiari generalmente intesi.
Abbiamo mai pensato a quali sono i rapporti tra i diversi membri della nostra famiglia? E noi? Che tipo di rapporto abbiamo avuto e/o abbiamo con i nostri fratelli, i nostri nonni, i nostri cugini, ecc?
Il nostro rapporto con i nostri affetti familiari è alla base del nostro sviluppo.
Durante il percorso di mediazione familiare non parliamo del passato, perché la mediazione lavora sul presente per il futuro ma c’è un singolo momento in cui rappresentiamo i nostri affetti familiari.
Questo tipo di lavoro non è di tipo psicologico ma ha l’obiettivo di valorizzare i valori e le risorse presenti nella famiglia, ai fini di una riorganizzazione efficace del nuovo assetto familiare.
Ogni volta, però, che la coppia rappresenta i propri affetti familiari, risulta evidente come la nostra famiglia sia fondamento della nostra individualità, del nostro modo di agire, delle dinamiche che mettiamo in atto nella famiglia e nella nostra vita.
Che tipo di educazione abbiamo avuto dai nostri genitori?
Qual era e qual è il tipo di relazione fra i nostri genitori?
I nostri genitori che tipo di rapporto hanno avuto e hanno con i loro familiari?
E noi? Che tipo di rapporto abbiamo avuto e/o abbiamo con i nonni, con gli zii, con i cugini?
Quali sono i valori che tutte queste persone ci hanno trasmesso?
Cosa avremmo voluto di diverso nella nostra infanzia?
Orbene guardando come si sono sviluppati gli affetti familiari all’interno della nostra famiglia, comprenderemo quanto, nel bene e nel male, sono stati importanti per noi, perché nella famiglia il bambino sperimenta la relazione di fiducia e attraverso l’interscambio con i propri affetti porrà le basi della sua individualità.
Negli affetti familiari vanno ricomprese anche persone che, pur non essendo legate da gradi di parentela, hanno costituito o costituiscono un riferimento importante dal punto vista affettivo ma dobbiamo sempre essere consapevoli che sarà la presenza o l’assenza della qualità nei rapporti familiari, il parametro che farà la differenza nello sviluppo del bambino.
Ogni individuo reagisce in maniera diversa alle situazioni e pertanto bambini cresciuti in un medesimo ambiente possono avere reazioni diverse agli stimoli ma, ad ogni modo, il nostro retaggio familiare sarà sempre e comunque il nostro bagaglio di partenza, costituiranno le nostre radici.
All’interno di ogni famiglia vi sono le proprie dinamiche e le proprie difficoltà e non tutti sono predisposti a mettersi in discussione e ad un confronto costruttivo ma è sempre più importante sensibilizzare, far riflettere, provare a gettare un seme sull’importanza della famiglia per un sano sviluppo psico-fisico del bambino.
Se penso al mio vissuto, oggi sono consapevole di cosa abbia influito, nel bene e nel male sul mio carattere, sulle mie fragilità, sulla mia forza, di cosa mi porto dietro dal mio passato e di quegli aspetti su cui è importante lavori ancora per migliorare.
Crescere ed evolversi costa impegno e fatica e spesso è doloroso.
Impegniamoci affinché i nostri figli abbiano la possibilità di vivere i propri affetti familiari, ognuno con il suo apporto diverso e prezioso nella sua vita.
L’importanza di preservare gli affetti familiari nella separazione
Se già è complesso comprendere l’importanza degli affetti familiari, in una situazione di apparente “normalità”, intendendo per normalità una famiglia non scossa da una separazione.
Immaginate cosa possa accadere in una famiglia che stia vivendo il doloroso evento della separazione.
La separazione comporta la rottura degli equilibri di tutta la famiglia, non coinvolge solo la coppia ma i figli prima di tutto, i familiari, gli amici.
Tutte le persone che ruotano attorno al contesto familiare sono coinvolti, loro malgrado, negli effetti conseguenti alla separazione della coppia.
Ogni caso ha le sue specificità ma, solitamente, durante la separazione la coppia vive il dolore del fallimento della relazione con tutte le emozioni che ne conseguono e ha bisogno di tempo per elaborare la separazione.
Mentre la coppia affronta tutte le emozioni che conseguono alla separazione, è necessario si impegni a preservare, a tutela dei figli e anche loro, tutte le relazioni familiari che fino a quel momento sono stati il cardine e le fondamenta della famiglia.
Accade spesso purtroppo che durante la separazione la coppia viva il conflitto e i figli diventino pretesto per i loro litigi.
Bisogna fare estrema attenzione al conflitto nella coppia, perché se non contenuto e gestito, può arrecare grave danni ai figli.
I coniugi discutono per quanti e quali giorni poter avere con sé i figli, su chi può stare con loro, sulla presenza di cugini, zii e nonni nella quotidianità, su ritardi anche minimi, sui soldi, ecc.
In realtà i genitori, durante la separazione, spesso si chiudono nelle loro posizioni, non stanno veramente litigando per queste questioni ma le strumentalizzano: è una lotta che nasconde tutte le emozioni negative del momento che stanno vivendo.
La coppia tende soprattutto a fare un braccio di ferro sul tempo da trascorrere con i figli per ognuno di loro e sulla presenza delle famiglie di origine nella vita dei bambini.
Ma se i genitori si fermassero e si mettessero nei panni dei loro figli, cosa vedrebbero?
Cosa possono pensare e provare i figli di come agiscono i loro genitori?
Lo comprendo, come professionista e come persona, può essere complesso agire senza farsi travolgere da una serie di dinamiche, lo è già nella vita di tutti i giorni, figuriamoci in un momento difficile come quello della separazione.
È importante però riflettere su come gli affetti familiari e tutto quel bagaglio di valori e affettività che porta al suo interno, è la rete di protezione dei nostri figli.
Nella stanza di mediazione i coniugi devono lavorare duramente per fare in modo che la famiglia, sebbene con nuovi equilibri ed una nuova riorganizzazione, rimanga il tempio dell’educazione affettiva dei figli.
I figli non devono e non possono pagare le scelte dei genitori.
Mamma e papà rimarranno sempre tali, non si può chiedere loro di scegliere fra un genitore o l’altro, non si può pretendere di esautorare l’altro/a dalla vita dei figli.
È importante, pertanto, che sia riconosciuto, non solo il ruolo di entrambi i genitori ma, di tutto quell’insieme di affetti familiari, così importanti per i figli.
I genitori, in fase di separazione, sono chiamati a essere responsabili ancora di più in questo momento e impedire che le loro vicende come coppia pregiudichino gli affetti familiari.
La mediazione familiare interviene proprio per le coppie in fase di separazione, per aiutarla a raggiungere un accordo condiviso per la riorganizzazione delle relazioni familiari.
I figli hanno il diritto di poter proseguire la loro vita vivendo i loro affetti familiari e i genitori hanno il dovere di garantire loro questa possibilità.
Sono gli adulti a doversi responsabilizzare, a comprendere quanto sia fondamentale cooperare tutti insieme per il bene dei bambini, a impedire che la fine della relazione tra i genitori comporti il crollo di tutte le loro certezze.
La coppia, nella stanza di mediazione, dovrà lavorare molto e duramente per arrivare a formulare degli accordi che realmente siano efficaci e nel mentre acquisire autonomia nella capacità decisionale.
Una volta diventati genitori, lo si è per sempre e si deve sempre essere pronti ad accompagnare i propri figli, con il mutare delle situazioni.
Nella stanza di mediazione il mediatore aiuta la coppia a rinnovare il patto genitoriale e a imparare a farlo nel tempo, alla luce delle sempre nuove esigenze.
Invece di avere paura del cambiamento, impariamo a consapevolizzarlo e a comprendere che nella vita accadono continuamente eventi che non possiamo contrastare ma accogliere e trasformare per il bene dei nostri figli, del loro futuro e del nostro.
I bambini imparano più da come ti comporti che da cosa insegni loro.
W.E.B. Du Bois




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