Possono aderire ad una mediazione familiare coppie sposate e non, conviventi e non, con figli e non, ma la maggior parte delle coppie che incontro in fase di separazione ha figli.
Cosa spinge, più frequentemente, una coppia con figli ad aderire ad un percorso di mediazione familiare?
I motivi sono i più disparati ma la paura e/o la consapevolezza che la separazione possa far soffrire i propri figli o che si possa perdere la possibilità di essere presenti nella loro vita, sono le leve che più spingono le coppie a rivolgersi ad un mediatore familiare.
La separazione è un evento estremamente critico per tutta la famiglia e su più livelli: quello sentimentale, quello sociale e quello genitoriale.
Quando interviene una separazione è importante che la famiglia sia in grado di riorganizzarsi, alla luce della nuova realtà.
La separazione di una coppia è fallimento del progetto di vita ma parallelamente è un momento molto doloroso anche per i figli e questo indipendentemente dalla loro età.
Il cambiamento, da famiglia bigenitoriale a monogenitoriale, comporta non solo la necessità di un’organizzazione diversa ma anche la capacità di farlo preservando i legami familiari.
La coppia deve essere in grado di tutelare tutto quel patrimonio affettivo a cui i figli si sono riferiti fino a quel momento.
I legami familiari e i valori che sottendono costituiscono le radici della famiglia e i capisaldi che fanno sentire protetti e tutelati i figli.
Quando due genitori si separano i figli soffrono sempre, anche se la separazione è necessaria, anche se non vi sono altre possibilità, anche se si è consapevoli che non vi è altra strada.
Immaginate cosa può accadere ai minori che vivono, oltre al già difficile momento della separazione, la conflittualità dei propri genitori.
Non sono una psicologa o una psicoterapeuta, quindi in questo articolo, non tratteremo i vari risvolti psicologici che una situazione del genere comporta, ma vorrei fermarmi a riflettere con voi su quanto il conflitto possa danneggiare la vita dei nostri bambini e su quanto i genitori siano responsabili dei danni subiti dai loro figli.

Spesso accade che in una separazione i genitori siano talmente coinvolti dalle loro dinamiche da non essere in grado di mettere al centro i soggetti più fragili: i figli.
Se i genitori, coinvolti dal conflitto, smettono di esercitare la genitorialità in maniera condivisa e responsabile, i figli perderanno la loro rete di protezione.
Si può smettere di essere coppia ma non si può mai smettere di essere genitori, quante volte abbiamo sentito questa frase?
Ci può sembrare quasi ovvia ma purtroppo accade molto spesso che, durante la separazione, i genitori siano talmente centrati su di loro e il loro dolore da dimenticare che i loro figli pagheranno un prezzo altissimo.
I genitori che affrontano una separazione devono essere consapevoli che screditare l’altro, impedire all’altro genitore di esercitare la genitorialità, muovere continue accuse, svalutare qualsiasi cosa faccia l’altro sono la miccia per attivare nei figli pensieri ed emozioni disfunzionali.
I figli vanno accompagnati nella nuova riorganizzazione familiare e vanno sostenuti e rassicurati che qualsiasi cosa accadrà, i genitori, dal cui legame affettivo sono nati, saranno sempre presenti e collaborativi.
Ecco uno dei motivi principali per cui può essere importante aderire ad una mediazione familiare, perché nella stanza di mediazione, si può lavorare per una riorganizzazione efficace delle relazioni familiari, tutelando i soggetti più fragili: i figli.
I nostri figli non hanno alcuna responsabilità, devono essere i genitori che in modo consapevole si assumono le responsabilità di quanto accaduto fino a quel momento e di quanto accadrà nel futuro.
In un percorso di mediazione familiare i figli, sebbene non siano presenti nella stanza, sono sempre al centro del nostro percorso e continuamente richiamati.
C’è bisogno di maggiore attenzione nei confronti dei minori, di maggiori tutele, di maggiori strumenti che possano supportare le famiglie in momenti difficili come quelli della separazione.
Speriamo che la riforma Cartabia, in questo senso, possa attuare i provvedimenti necessari per un cambio di rotta.
Attenzione pero!
Vi è differenza tra conflittualità e alta conflittualità.
La mediazione familiare è un percorso che non può mai intervenire in casi in cui sia presente l’alta conflittualità, che costituisce un caso di non mediabilità.
Cos’è l’alta conflittualità
In questo articolo faremo un breve cenno perché approfondiremo l’argomento in un altro momento.
Per parlare di alta conflittualità deve essere presente una delle seguenti dimensioni:
- Tattica
- Atteggiamento
- Dominio
Nell’alta conflittualità:
- il conflitto è prolungato nel tempo e impedisce qualsiasi evoluzione della famiglia
- i genitori non sono in grado di gestire una genitorialità condivisa e il legame disperante tra i due si replica all’infinto
- la comunicazione è completamente interrotta o, comunque, ha modalità disfunzionali
All’alta conflittualità comunque, come ho già scritto, a breve dedicherò un articolo più approfondito; ma è fondamentale sapere che due genitori altamente conflittuali sono incapaci di leggere i bisogni dei figli e a farne fronte e che i minori possono esserne danneggiati, rischiando il danno evolutivo.
I figli diventano oggetto del contendere e strumento del conflitto, sono continuamente triangolati e le loro necessità sono completamente disattese.
I figli di coppie conflittuali, soprattutto se piccoli, si sentono in colpa e al contempo responsabili di quanto accaduto e possono sviluppare un disagio psichico che potrà riverberarsi su diversi piani: comportamentale, emotivo, relazionale e scolastico.
Nei casi in cui sia presente l’alta conflittualità e vi siano i presupposti previsti dal modello di intervento, può essere d’aiuto la coordinazione genitoriale, che ha come obiettivo presupposto il contenimento del conflitto e come obbiettivo finale l’implementazione del piano genitoriale.
In ogni caso, che la separazione sia connotata da conflittualità o alta conflittualità dei genitori, i figli pagano il prezzo del conflitto.
La coppia genitoriale può evitare che la separazione diventi una guerra senza esclusione di colpi. Comprendo che non sia facile e che il dolore può far agire in modi impensati, ma ricordiamoci che noi genitori siamo responsabili dei nostri figli e nessun altro per noi.




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