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La riforma Cartabia, la mediazione familiare e la coordinazione genitoriale

da Lug 8, 2022Diritto di famiglia0 commenti

Si parla tanto di riforma Cartabia ma che cos’è e cosa centra con la mediazione familiare e la coordinazione genitoriale?

La Legge 206/2021 delega al Governo l’attuazione delle disposizioni, per migliorare l’efficienza del processo civile. 

La cosiddetta riforma Cartabia, prevede anche una maggiore razionalizzazione in materia di persone e di famiglia, attraverso tutta una serie di nuove attuazioni.

La riforma prevede di dare unitarietà di giurisdizione attraverso la creazione del Tribunale di famiglia e di creare un procedimento ispirato a un principio di razionalizzazione e migliore efficienza, con un maggiore ricorso alle ADR (Alternative Dispute Resolution).

L’istituzione del Tribunale di famiglia

La famiglia, qualsiasi composizione abbia, deve considerarsi la cellula della società e pertanto merita tutta l’attenzione necessaria alle eventuali problematiche sottese.

È sempre attuale il pensiero di Carlo Artuto Jemolo, famoso giurista italiano del secolo scorso, che affermava: “La famiglia è un’isola che il mare del diritto può solo lambire”, la cui gestione sostanziale deve rimanere prevalentemente ai suoi componenti.

La riforma, all’art. 1, comma 24, prevede l’istituzione del cd. «Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie».

L’istituzione del tribunale della famiglia, dovrebbe dare unitarietà di giurisdizione e finalmente rispondere a tutte le istanze e alle necessità che si manifestano continuamente in questa materia.

C’è bisogno di operatori specificamente formati, di spazi protetti e di coordinazione tra i diversi settori e le diverse professioni preposte alla sua tutela.

Spero profondamente che questa riforma dia modo di rispondere concretamente alle molteplici esigenze e alle tante carenze del settore e che, una volta per tutte, si tutelino le famiglie nelle tante difficoltà che possono incontrare per le più diverse motivazioni.

Cosa sono le ADR

La riforma prevede anche di improntare le nuove regole sul principio di razionalizzazione ed efficienza, con maggiore ricorso alle ADR.

Le ADR sono tecniche alternative al procedimento giudiziale, per la risoluzione dei conflitti. Ne ho parlato anche nell’articolo qui sotto.

Sono modelli di intervento molto utilizzati nei paesi anglosassoni, che permettono alle parti di raggiungere un accordo che sia soddisfacente per entrambe, evitando di ricorrere al Tribunale.

Le ADR più conosciute sono l’arbitrato, la mediazione civile, il negoziato e la mediazione familiare.

La mediazione familiare e la riforma Cartabia

Nasce negli anni ’70 del secolo scorso, negli Stati Uniti ed è:

Un percorso attraverso il quale la coppia, sollecitata da un terzo, neutrale imparziale ed appositamente formato, vincolato al segreto professionale, raggiunge un accordo per la riorganizzazione delle relazioni familiari, in vista o conseguenza di una separazione o divorzio, in autonomia dall’ambito giudiziario, nel rispetto del quadro legale vigente.

La mediazione familiare trova specifica menzione nella legge 206/2021 all’art.21.

All’art. 21 della legge 206/2021 si legge: 

omissis… “prevedere che l’attività professionale del mediatore familiare, la sua formazione, le regole deontologiche e le tariffe applicabili siano regolate secondo quanto previsto dalla legge 14 gennaio 2013, n. 4”…omissis

In attesa dei decreti attuativi, tutti gli addetti ai lavori si augurano che questa sia l’occasione per dare finalmente luce e voce a questa professione, consolidata nella prassi ma ancora poco nota e che, più che mai oggi potrebbe essere di supporto a molte famiglie, che vivono le difficoltà dovute alla separazione/divorzio.

Un’altra parte dell’articolo 21 afferma:

omissis… “prevedere l’istituzione, presso ciascun tribunale, di un elenco dei mediatori familiari iscritti presso le associazioni del settore, secondo quanto disciplinato dalla legge 14 gennaio 2013, n. 4, con possibilità per le parti di scegliere il mediatore tra quelli iscritti in tale elenco; prevedere che i mediatori familiari siano dotati di adeguata formazione e specifiche competenze nella disciplina giuridica della famiglia, nonché in materia di tutela dei minori e di violenza contro le donne e di violenza domestica, e che i mediatori abbiano l’obbligo di interrompere la loro opera nel caso in cui emerga qualsiasi forma di violenza.

La legge prevede la possibilità per le parti di rivolgersi ad un mediatore familiare iscritto negli elenchi delle associazioni di categoria, che saranno presenti presso ciascun Tribunale, elenco a cui ovviamente potrà attingere anche il Giudice. 

I mediatori familiari dovranno avere specifiche competenze nella disciplina giuridica della famiglia, in tema di minori e di violenza domestica, ed avranno l’obbligo di interrompere la mediazione familiare nel caso in cui emergano forme di violenza agita o non agita.

Il fatto che il legislatore specifichi espressamente l’interruzione della mediazione familiare nel momento in cui il professionista si accorga di forme di violenza, da un lato sembra superfluo perché dovrebbe essere un fatto consolidato ma dall’altro è un bene perché definisce chiaramente i limiti della professione. 

In ogni caso è sempre importante  affermare come la mediazione familiare sia incompatibile con tutte quelle situazioni in cui siano presenti forme di violenza o di squilibri di potere.

La coordinazione genitoriale e la riforma Cartabia

La coordinazione genitoriale è:

Uno strumento di risoluzione alternativa delle controversie, focalizzato sul minore, non riservato e non valutativo, gestito con uno stile direttivo, rivolto ai genitori la cui perdurante alta conflittualità costituisce un rischio evolutivo per i figli. L’intervento prevede che per un periodo minimo di sei mesi e massimo di due anni un professionista terzo, adeguatamente formato, imparziale e non neutrale aiuti la coppia – per la quale le altre ADR risultano improponibili, non funzionano o si rivelano scarsamente incisive – a mettere in pratica la bigenitorialità attraverso l’implementazione e il mantenimento delle condizioni stabilite dall’autorità giudiziaria o concordate consensualmente e di quelle maturate durante il processo. Previo consenso dei genitori, il coordinatore genitoriale può formulare raccomandazioni e, nei limiti dell’incarico ricevuto e della normativa vigente, prendere decisioni nell’interesse dei figli.

Nasce negli anni ’90 del secolo scorso, per tutelare i minori che hanno subito il danno da conflitto e supportare i genitori in alta conflittualità a implementare il piano genitoriale.

Nella legge 206 non si fa riferimento esplicito alla coordinazione genitoriale ma c’è una parte della norma che prevede la facoltà per il Giudice, su richiesta concorde di entrambe le parti, di nominare un professionista – scelto tra quelli iscritti all’albo dei consulenti tecnici di ufficio, o anche al di fuori di esso – dotato di specifiche competenze, in grado di supportare il Giudice per determinati interventi sul nucleo familiare.

La legge non è chiara su questo tipo di intervento e c’è anche chi avanza dubbi sul fatto che il legislatore si riferisca alla figura del coordinatore genitoriale.

Nell’attesa dei provvedimenti attuativi, spero che anche questo modello di intervento, già dimostratosi efficace nella prassi, possa trovare l’attenzione necessaria affinché diventi strumento di utilizzo frequente.

Il futuro della mediazione familiare e della coordinazione genitoriale

Sono certa che la mediazione familiare e la coordinazione genitoriale possano supportare determinati aspetti in materia di famiglia e che possano essere di sostegno alle famiglie che vivono il conflitto in fase di separazione/divorzio, ma ci sono delle problematiche che devono essere assolutamente risolte:

  • I professionisti del settore devono essere realmente capaci: avere molteplici competenze e passione profonda per queste professioni.
  • Il legislatore deve mettere in atto dei decreti attuativi che concretamente regolamentino e diano spazio a questi modelli di intervento.
  • Gli ambiti di intervento devono essere assolutamente chiari in tema di famiglia e non devono dare adito a nessun tipo di confusione per le parti coinvolte.
  • Le famiglie hanno bisogno di aiuti concreti e competenti, per il bene soprattutto dei figli che vivono il conflitto della separazione/divorzio.

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Isabella Salmeri

Isabella Salmeri

Mediatrice Familiare

Mediatrice familiare, coordinatrice genitoriale, formatrice esperta in leadership, negoziazione, comunicazione, aiuta le coppie in fase di separazione o divorzio a raggiungere un accordo condiviso per la riorganizzazioni delle relazioni familiari.

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